mar112011
Nella nuova era del trattamento per la fibrosi cistica si è registrato un marcato miglioramento della sopravvivenza dei pazienti con un Fev1 inferiore al 30% del predetto: almeno una parte di questo miglioramento può essere attribuito all'impiego della DNasi umana ricombinante. È la conclusione di uno studio di coorte condotto da un’équipe inglese coordinata da Peter M. George, del dipartimento Fibrosi cistica del Royal Brompton hospital di Londra. La ricerca ha coinvolto 276 pazienti, di cui 147 di sesso maschile, nei quali in prima battuta è stato osservato un valore di FEV1 inferiore al 30% del predetto, tra il primo gennaio 1990 e il 31 dicembre 2003. Come outcome principale è stata assunta la sopravvivenza in due sotto-coorti (1990-91 e 2002-3) durante un follow-up che è proseguito fino al 31 dicembre 2007. La sopravvivenza mediana è migliorata, passando da 1,2 anni nel gruppo 1990-91 a 5,3 anni nel gruppo 2002-3, con un netto miglioramento a partire dal 1994. L’impiego della DNasi umana ricombinante nebulizzata è risultato associato in modo significativo a una riduzione del rischio di morte (rapporto di rischio, Hr: 0,59). Sono state evidenziate associazioni tra un significativo aumento dei rischi e un indice di massa corporeo inferiore a 19 (Hr: 1,52), l'ossigenoterapia a lungo termine (Hr: 3,52) e l'uso di antibiotici nebulizzati (Hr: 1,84). BMJ, 2011; 342:d1008