Politica e Sanità

dic52013

Federspecializzandi chiede risorse per la formazione, oggi twitter-mob

FederSpecializzandi non arresta la pressione sul governo e sceglie stavolta gli strumenti innovativi offerti dai social network. Pochi giorni fa è stata lanciata, attraverso il noto portale di azioni di advocacy "change.org", la petizione perché i 400 milioni destinati ai policlinici privati vengano investiti nella formazione post-laurea di area sanitaria. Dopo il successo sancito ieri dal superamento delle 6000 firme, è previsto oggi il twitter-mob #daifuturoaigiovanidellasanità #nosoldiaipolicliniciprivati indirizzato ai ministri Carrozza e Lorenzin. Cristiano Alicino, presidente della Confederazione nazionale delle associazioni dei medici specializzandi, inquadra la situazione che ha portato alla mobilitazione: «il testo della legge di stabilità è approdato alla Camera e oggi scade il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione bilancio. Noi ci stiamo muovendo perché nell’ambito di una legge in cui le risorse sono decisamente limitate, la politica dia priorità ad alcune scelte che in questo caso riguardano la formazione specialistica piuttosto che ad altre che riguardano i policlinici universitari privati». Non è dunque una contestazione a priori dell’emendamento governativo, dove peraltro si agisce nell’ambito di un contenzioso che i policlinici hanno aperto con la regione Lazio, ma l’indicazione di una priorità. «Non si tratta di un problema contingente, - precisa Alicino - anzi, se non si interviene l’anno prossimo sarà ancora più drammatico perché i soldi saranno più o meno sempre gli stessi a fronte di più laureati, a cui si aggiungeranno tutte le persone che quest’anno non sono entrate in specialità; se nel 2013 si sono avuti 7500 concorrenti, l’anno prossimo si arriverà a 10.000». Il 7 novembre era già stata fatta una mobilitazione di piazza partecipata e riuscita: «in quell’occasione, ci erano state date rassicurazioni, da parte di esponenti del Parlamento e del Governo, che ci sarebbe stato un impegno a risolvere la questione, ma risultati non se ne sono visti. Ora stiamo provando anche altre strade e twitter offre la possibilità di una comunicazione diretta con coloro che decidono».

Renato Torlaschi


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