Clinica

dic102015

Entresto: il farmaco che allunga la vita dei pazienti con scompenso cardiaco

Milioni di persone che invecchiano sono affette da scompenso cardiaco cronico sintomatico con ridotta frazione di eiezione e ancora troppo poche sono le opzioni per trattarle, offrendo loro la speranza di una vita più lunga e di migliore qualità con minore ricorso ai ricoveri ospedalieri. Ma ora la ricerca Novartis propone Entresto, un farmaco di associazione tra sacubitril/valsartan appena approvato dalla Commissione Europea (CE) per il trattamento di pazienti adulti con scompenso cardiaco cronico sintomatico con ridotta frazione di eiezione, che potrebbe aiutare questi malati a vivere meglio e di più. Noto agli addetti ai lavori con la sigla LCZ696, Entresto è il primo ad avere dimostrato, nel trial PARADIGM-HF, una significativa riduzione della mortalità per insufficienza cardiaca in confronto all'ACE-inibitore enalapril, il trattamento standard oggi usato nella cura di una malattia che colpisce quasi 15 milioni di europei, di cui circa metà soffre della forma con frazione di eiezione ridotta. «Sappiamo che le persone che convivono con lo scompenso cardiaco sono esposte a un elevato rischio di morte e che la loro qualità di vita è inferiore a quella dei pazienti affetti da quasi tutte le altre patologie croniche.

Per questo è significativo che i pazienti europei con scompenso cardiaco cronico sintomatico con ridotta frazione di eiezione possano utilizzare il nuovo farmaco, primo della sua classe» afferma in un comunicato David Epstein, capo della Divisione farmaceutici Novartis. E in un articolo appena uscito sul New England Journal of Medicine, finanziato dall'azienda produttrice e coordinato da Scott Solomon, direttore di cardiologia invasiva presso il Brigham and Women Hospital di Boston i ricercatori di PARADIGM-HF hanno analizzato i dati di degli 8.442 partecipanti al trial estrapolando la sopravvivenza a lungo termine fra i trattati con sacubitril/valsartan o con enalapril, scoprendo che i primi vivrebbero da 1,5 a due anni in più rispetto ai secondi. «Oltre all'efficacia sulla mortalità, l'analisi dei dati di sicurezza ha anche dimostrato che LCZ696 ha un profilo di tollerabilità simile a quello di enalapril» sottolinea Solomon, concludendo che Entresto aggiunge all'armamentario farmacologico a disposizione dei medici un composto essenziale per combattere meglio questa malattia così comune specie tra le persone sopra i 65 anni.

N Engl J Med. 2015. doi: 10.1056/NEJMc1509753
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMc1509753
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community