Politica e Sanità

lug52016

Enpam Sicura, Tar boccia ricorso Snami: disdetta assicurazioni non c'è stata

Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso del sindacato Snami su Enpam sicura e sulla tutela dei primi 30 giorni di inabilità temporanea dei medici di famiglia. Con la sentenza numero 14148 del 2016 il Tribunale amministrativo per il Lazio ha in parte dichiarato il difetto di giurisdizione e in parte l'improcedibilità del ricorso Snami contro gli atti Enpam che disdettavano le convenzioni in essere con le assicurazioni. Da una parte (difetto di giurisdizione), il provvedimento andava impugnato davanti al giudice ordinario e non a quello amministrativo, e in parte (improcedibilità), non si può far ricorso su una delibera che non ha mai prodotto effetti. Su quest'ultimo punto però il presidente Snami Angelo Testa aggiunge un ragionamento che è alla base di un comunicato stampa del sindacato girato in questi giorni: «Se gli atti che affidavano ad Enpam Sicura la copertura dell'inabilità temporanea non si sono formati compiutamente è perché i ministeri di Economia e Lavoro hanno detto no. E il loro no è figlio del nostro ricorso».

Enpam Sicura nasce come Srl destinata a prendere in carico modelli di assistenza integrativa per gli iscritti Enpam medici e dentisti; ma ha un altro obiettivo, coprire i primi 30 giorni di malattia del medico di famiglia. Oggi ci pensa una convenzione con tre compagnie, ma in questi anni i vertici Enpam hanno fatto una riflessione sul fatto che i premi pagati dai medici di famiglia, pari allo 0,72% dei compensi di ogni medico convenzionato, sommati ammonterebbero a una cifra superiore al quantum speso dalle compagnie. Lo scorso anno Enpam ha disdettato la copertura sia per i medici di assistenza primaria sia per quelli di continuità assistenziale. Si apriva l'opzione di indire una gara di appalto europea, la Fondazione però era orientata a provvedere in proprio attraverso la nuova nata società a socio unico (Enpam Sicura) ed a destinare a copertura assicurativa solo la parte eccedente una soglia prefissata. I sindacati si sono spaccati. Snami ha fatto ricorso, con intervento ad adiuvandum di Smi. «Come Snami abbiamo contestato che la convenzione è stata firmata nell'ambito dell'accordo nazionale dei medici di famiglia che a sua volta è co-firmato dai sindacati della medicina generale, quindi solo i sindacati possono disdettare la convenzione, e non l'Enpam, che non è parte contraente». Per lo Snami, la professione avrebbe avuto da perdere dalla nuova gestione della malattia nei termini in cui si profilava. «Il procedimento amministrativo -continua Testa - ha preso il suo tempo. I ministeri hanno annunciato un'indagine interna. Poi hanno affermato che Enpam sicura non poteva occuparsi di questi temi». Attualmente infatti resta la convenzione con tre top player del panorama assicurativo nazionale.
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