Politica e Sanità

mag102012

Enpam, buone notizie dal bilancio in approvazione

Un patrimonio in crescita e una riduzione dei rischi legati ai passati investimenti in strutturati e derivati secondo il conto consuntivo 2011 della Fondazione Enpam; un avanzo di gestione di oltre un miliardo, secondo le anticipazioni del bilanci.

Un patrimonio in crescita e una riduzione dei rischi legati ai passati investimenti in strutturati e derivati secondo il conto consuntivo 2011 della Fondazione Enpam; un avanzo di gestione di oltre un miliardo - dato migliore delle previsioni che stimavano questo valore al di sotto di 900 milioni di euro - e il patrimonio totale (riserva legale) salito a 12,5 miliardi di euro, secondo le anticipazioni del bilancio in via di approvazione. A dare la notizia l'ente di previdenza nel corso di una conferenza stampa, che in una nota spiega: «Sono diminuiti i potenziali rischi di perdite sugli strutturati e i derivati del passato. L''accantonamento a copertura di questi rischi, di conseguenza, è sceso a 253 milioni di euro. Subito dopo la crisi del 2008 questo valore era di 400 milioni di euro, poi scesi a 328 milioni l''anno successivo e a 296 milioni nel 2010. Il dato dello scorso anno rappresenta un ulteriore miglioramento». Per quanto riguarda la gestione degli immobili, da aprile dello scorso anno, è stata presa in mano dalla Fondazione che ha «rinunciato a darla in appalto a gestori privati. L'incarico è stato affidato a Enpam Real Estate srl, di cui Enpam è socio unico e che è presieduta da Alberto Oliveti (foto). Così facendo, nel 2011 la Fondazione Enpam ha già risparmiato 2,5 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Enpam Real Estate ha reinvestito parte dei risparmi conseguiti per mantenere elevato il valore degli immobili (le risorse destinate alla manutenzione straordinaria sono aumentate del 75%). Senza queste spese i risparmi complessivi avrebbero superato i 5 milioni di euro». E sulla linea dei futuri investimenti, Alberto Oliveti, presidente facente funzioni, ha spiegato che «non punteremo a rendimenti maggiori poiché questi comportano una rischiosità eccessiva e corrispondenti costi commissionali. D'ora in poi applicheremo la regola dello "zero virgola", cioè difficilmente prenderemo in considerazione investimenti che in partenza prevedono commissioni superiori all'uno per cento».


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