Endocrinologia

dic92016

Linfoma tiroideo, definite dalla Mayo Clinic le caratteristiche cliniche, biochimiche e radiologiche

Recentemente Sharma e coll. hanno valutato retrospettivamente 75 pazienti afferiti alla Mayo Clinic, con diagnosi di linfoma tiroideo tra il 2000 e il 2014, allo scopo di definirne caratteristiche cliniche, biochimiche e radiologiche. «Il linfoma tiroideo è una patologia relativamente rara: costituisce circa il 2% dei linfomi extra-nodali e l'1-5% di tutti i tumori maligni tiroidei» ricordano Vincenzo Di Donna e Salvatore Maria Corsello, UO di Endocrinologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico "A. Gemelli", Roma. «Si tratta quasi sempre di linfomi non Hodgkin a cellule B. La scarsità di materiale per l'analisi immunocitochimica è spesso causa di ritardo diagnostico, con conseguenze anche gravi per il paziente». 

Il quadro clinico. Nello studio di Sharma et al. il 62.7% dei pazienti aveva un linfoma primitivo della tiroide e l'età mediana alla diagnosi era 67 anni (range 20-90), con una trascurabile prevalenza del sesso maschile (50.7%). La tiroidite di Hashimoto era presente nel 54.7% dei casi, con una durata mediana di malattia di 8 anni e con un rischio relativo di 6.6 (intervallo di confidenza 95% 0.87-50.44, p = 0.06) per il linfoma tipo MALT (mucose-associated lymphoid tissue) rispetto al linfoma non MALT. Il quadro clinico all'esordio si presentava con: a) massa cervicale in rapido accrescimento (88%); b) disfagia (45.3%); c) raucedine (37.3%); d) dispnea (24%). In una percentuale minore di casi erano presenti anche dolore cervicale (18.7%), perdita di peso (13.3%), associazione di febbre, perdita di peso e sudorazione notturna (10.7%), linfonodi palpabili (10.1%). 

Il pattern ecografico tipico era costituito da una massa solida nell'ambito di una ghiandola fortemente aumentata di volume, ipoecogena rispetto al tessuto tiroideo circostante o, più spesso, molto ipoecogena (rispetto ai muscoli pre-tiroidei), con caratteristiche variabili dei margini. Caratteristiche ecografiche utili per la diagnosi differenziale con il carcinoma anaplastico erano l'aumento della vascolarizzazione, l'assenza di calcificazioni e necrosi.

L'agoaspirato (FNA), eseguito con aghi di calibro ridotto (25-27 G), è risultato indicativo di un particolare tipo di linfoma nel 42% dei casi, in maniera concordante con la diagnosi definitiva nell'89% dei casi e con maggiore accuratezza per il linfoma diffuso a grandi cellule B. In tutti i pazienti sottoposti a FNA, la diagnosi finale è stata confermata da: a) core-needle biopsy, nel 53.3% dei casi; b) tiroidectomia (parziale o totale), nel 21.3%; c) biopsia incisionale, nel 12%; 4) biopsia linfonodale, nel 12%. La core biopsy ha mostrato la più alta sensibilità diagnostica (93% vs 71% dell'FNA, p = 0.006), in particolare per il linfoma tipo MALT (100% vs 25% dell'FNA, p = 0.01), consentendo di ottenere più materiale per l'analisi citometrica, immunocitochimica e dell'architettura tissutale. In conclusione - sottolineano Di Donna e Corsello - secondo gli autori il linfoma tiroideo va sospettato in presenza di una massa cervicale intra-tiroidea in rapido accrescimento, unilaterale, ecograficamente solida, ipoecogena, con tendenza a espandersi nei tessuti molli adiacenti. La core-needle biopsy rappresenta la tecnica diagnostica con maggiore sensibilità e può consentire di ridurre i tempi della diagnosi.  

Commento. «La casistica dello studio è tra le più ampie pubblicate e fornisce informazioni utili per la diagnosi del linfoma tiroideo» affermano Di Donna e Corsello. «La distribuzione nei due sessi è sostanzialmente uguale e c'è una quota consistente di linfomi secondari, discostandosi dai dati della letteratura che mostrano una più netta prevalenza del sesso femminile e del linfoma primario». I limiti dello studio, dichiarati dagli stessi autori, derivano dal disegno retrospettivo e dall'assenza di dati di incidenza e prevalenza della patologia nella popolazione in esame, che impedisce di calcolare valore predittivo positivo e negativo delle tediagnostiche impiegate. «Va considerato infine, nell'interpretazione dei risultati, il diametro ridotto degli aghi utilizzati: in assenza della possibilità di eseguire una core-needle biopsy, l'FNA dovrebbe essere eseguito con aghi di 21-23 G» segnalano Di Donna e Corsello.


Bibliografia 
Sharma A, Jasim S, Reading CC, et al. Clinical presentation and diagnostic challenges of thyroid lymphoma: a cohort study. Thyroid, 2016, 26: 1061-7. doi: 10.1089/thy.2016.0095.


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