Endocrinologia

dic92016

La risonanza magnetica in gravidanza con e senza gadolinio: rapporto rischio-beneficio per il feto

Un recente lavoro di Ray e coll. rappresenta a oggi l'unico studio con largo campione e follow-up a medio-lungo termine (4 anni) sugli effetti della RM nel primo trimestre di gravidanza e sugli effetti della somministrazione di gadolinio (Gd) durante la gestazione. «Attualmente l'impiego di RM in gravidanza non è controindicato in nessun periodo della gestazione» ricordano Luca Pasquini e Alessandro Bozzao, Unità di Neuroradiologia, AO S. Andrea, Dipartimento di Neuroscienze, Salute Mentale e Organi di Senso (Ne.S.M.O.S.), Facoltà di Medicina e Psicologia, Università Sapienza, Roma «tuttavia è raccomandabile un'attenta considerazione del rapporto rischio-beneficio, in una valutazione caso per caso che preveda la non sostituibilità dell'indagine RM con US e l'impossibilità di attendere il termine della gravidanza». Riguardo l'impiego di mezzo di contrasto (mdc) a base di Gd, le raccomandazioni attuali ne sconsigliano l'uso routinario in qualsiasi trimestre della gravidanza.

Lo studio di Ray e coll. analizza retrospettivamente due coorti di pazienti: 1.737 donne con esecuzione di RM nel primo trimestre di gravidanza e 397 donne con somministrazione di Gd durante una seduta RM avvenuta in qualsiasi momento della gestazione, entrambe confrontate con una popolazione di 1.418.451 pazienti non sottoposte a RM. I risultati non hanno dimostrato effetti dannosi dell'esposizione a RM nel primo trimestre, con incidenza di aborto (a partire dalla 21ma settimana), anomalie congenite, neoplasie e riduzione dell'udito, paragonabile a quella della popolazione di controllo. La somministrazione di Gd, invece, si è dimostrata associata ad aumento di natimortalità e morte neonatale e incremento post-natale di un ampio spettro di condizioni cliniche reumatologiche, infiammatorie o infiltrative della pelle. I rischi associati alla realizzazione di uno studio di RM fetale possono essere divisi in rischi dovuti a: 1) esposizione a radiofrequenze: aumento della temperatura corporea, lesioni acustiche dovute al rumore del macchinario; 2) utilizzo di mdc paramagnetico a base di Gd: fibrosi sistemica nefrogenica, teratogenicità, deficit cognitivo, aborto. 

«È opportuno considerare che il lavoro di Ray et al, in quanto retrospettivo, potrebbe essere soggetto a bias di selezione: particolarmente nella coorte di pazienti sottoposte a Gd, l'indicazione clinica all'esecuzione di RM con mdc potrebbe influire sull'outcome del feto, sovrastimando i risultati. Infatti, lo studio non esclude i pazienti con condizioni a rischio di anomalie dello sviluppo, ma solo le pazienti con diagnosi accertata e conferma procedurale (US, amniocentesi, villocentesi, consultazione genetica)» specificano Pasquini e Bozzao. Considerando i limiti insiti nei metodi, questo lavoro conferma l'assenza di danno fetale secondario a esposizione del feto a radiofrequenze durante il primo trimestre di gravidanza con macchinari prevalentemente a 1.5 T. «Questi risultati sono a favore dell'esecuzione di RM fetale nel primo trimestre di gravidanza nei casi di chiara indicazione clinica e non subordinarietà allo studio US, previo consenso informato» proseguono Pasquini e Bozzao. «Resta opportuna la precauzione di una riduzione del tempo di esame < 30 min, per evitare un eccessivo trasferimento di calore ai tessuti fetali (Cannie M, et al Radiology, 2016). Riguardo all'impiego di mdc a base di Gd, i risultati appaiono più controversi. Nel primo trimestre di gravidanza è stata dimostrata un'associazione significativa con clinica reumatologica, infiammatoria e infiltrativa della pelle, che, se confermata da ulteriori studi con follow-up a medio-lungo termine, sarebbe a favore della controindicazione dell'impiego di mdc nel primo trimestre di gestazione, salvo esigenze cliniche improcrastinabili». Considerando anche le fonti in letteratura, concludono, non appare giustificata una controindicazione assoluta dei mdc nel primo trimestre di gravidanza. Appaiono tuttora valide le raccomandazioni dell'European Society of Urogenital Radiology (ESUR, 2016) su: a) precauzione di impiego dei mdc a base di Gd; b) controindicazione relativa nel primo trimestre; c) raccomandazione all'uso di mdc stabili; d) valutazione del singolo caso. 

Bibliografia
Ray J, Vermeulen M, Bharatha A, et al. Association between MRI exposure during pregnancy and fetal and childhood outcomes. JAMA, 2016; 316: 952-61. 


Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community