Ginecologia

apr172012

Emorragie e preeclampsia, principali complicanze fatali

Le condizioni che portano a emorragia richiedono di essere trattate con grande attenzione e rigore poiché sono la principale causa di mortalità materna. Sono questi alcuni dei risultati prodotti da una revisione della letteratura effettuata da Cristina Rossi dell’università di Bari. Dodici articoli hanno fornito dati, dal 1980 al 2007, relativi a 75.560.683 nascite, in cui le morti materne sono state complessivamente 9.750: tradotto in percentuale, significa 13 ogni 100.000 nati vivi. Di queste, il 79% deriva da cause ostetriche dirette, mentre il 24% è conseguenza di condizioni avverse insorte durante la gravidanza. Gli autori ritengono degno di nota il fatto che, in 173 casi (0,22 ogni 100.000), l’eziologia è rimasta sconosciuta e il decesso è avvenuto in assenza di qualunque fattore di rischio. La principale causa di mortalità materna è stata l’emorragia, causata principalmente dal distacco della placenta o da rottura d’utero. Alcuni studiosi rilevano in alcuni contesti una carenza di standard nel trattamento di questa complicazione e ritengono che esistano margini per ridurne l’incidenza. La seconda causa di mortalità materna sono stati i disturbi ipertensivi: nei Paesi Bassi la preeclampsia è la condizione che più spesso porta al decesso della madre. I dati raccolti riguardano i paesi sviluppati; in generale le percentuali di mortalità materna sono diverse tra le donne che risiedono stabilmente in questi paesi e le donne immigrate, per fattori culturali, socioeconomici e per la maggiore difficoltà che queste ultime incontrano nell’accesso alle cure.

Arch Gynecol Obstet. 2012 Mar 28. [Epub ahead of print]


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