Politica e Sanità

mag282015

Elezioni regionali, in caso di cambio alla guida rischio per intesa su tagli

«In caso di ribaltamento dei governi regionali i tagli per 2,3 miliardi previsti dall'intesa Stato-Regioni fissata nella legge Finanziaria potrebbero subire profonde ridiscussioni. Le Regioni mirano a diminuire l'esborso visto che l'intesa non è stata ancora firmata e bisognerà attendere l'insediamento delle nuove giunte per riparlarne, quindi giugno-luglio. Ma se queste giunte cambieranno colore si verificherà quasi certamente uno stallo totale». Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe sottolinea come sia più precaria del previsto la possibilità per il governo Renzi di recuperare le risorse per far fronte al patto di stabilità europeo. Tutto questo alla vigilia delle elezioni: il 31 maggio si va alle urne in sette regioni a statuto ordinario (Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia) e i cambi alla guida potrebbero condizionare l'intesa alla firma. «La richiesta iniziale contenuta nella legge di stabilità era che le Regioni recuperassero 4 miliardi di euro non necessariamente dalla sanità. Poiché in oltre quattro mesi le Regioni non sono state in grado di elaborare una proposta univoca, hanno rinunciato ai 2 miliardi di incremento previsti dal Patto per la Salute, a 300 milioni sull'edilizia sanitaria e il Governo si è impegnato a recuperare altrove le risorse mancanti. Questa scelta, che finirà inevitabilmente per ripercuotersi solo sulla spesa sanitaria, ha diviso le giunte: due Regioni virtuose (Lombardia e Veneto) a guida Lega, che sentendosi penalizzate dalla prospettiva di nuovi tagli lineari che avrebbero minato anche settori dove era stata potenziata spesa e produttività, hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro la Legge di Stabilità. Il presidente della Conferenza Chiamparino, governatore del Piemonte, dunque non è portatore di una volontà univoca: anzi molti altri governatori sperano che il Governo abbassi l'asticella dei sacrifici dimezzando l'importo da risparmiare visto che il tempo per risparmiare è dimezzato. Ma se così non dovesse essere, sia nel caso di riconferma delle alleanze politiche di governo, sia soprattutto in caso di cambiamento si profila uno scontro senza esclusione di colpi». Fa riflettere che tutto questo accada di pari passo con la riforma del titolo V della Costituzione «che elimina la legislazione concorrente tra Stato e Regioni, affidando a queste quella esclusiva in termini di pianificazione e organizzazione dei servizi sanitari. La Toscana inizia a fare le prove generali proponendo di erogare il sofosbuvir a tutti i pazienti affetti da HCV. In proposito la Fondazione GIMBE ha preso posizione con uno statement perché questa decisione, oltre a creare una situazione di privilegio- diseguaglianza verso i pazienti di altre Regioni, non è supportata da alcun dato scientifico».

Mauro Miserendino
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