feb112005
Efalizumab e psoriasi
La molecola si è dimostrata efficace e sicura, nel trattamento di forme con diverso grado di gravità, anche a lungo termine
Ultimo aggiornamento 11/02/05
IntroduzioneLa psoriasi cronica a placche è una malattia, immunomediata, con un impatto notevole nel benessere fisico, e nella qualità della vita, di coloro che ne sono affetti. L’andamento nel tempo della psoriasi è spesso imprevedibile e variabile, con l’alternanza di periodi di remissione spontanea e/o miglioramento a periodi di franca manifestazione del quadro clinico. I pazienti con questa malattia, generalmente, effettuano terapie per periodi di tempo molto lunghi e con elevato rischio di effetti dannosi a carico di organi quali i reni, il fegato o il midollo osseo. Appare fondamentale, quindi, individuare terapie che possano aiutare questi pazienti sia nella riduzione dei sintomi comunemente associati alla malattia sia nel miglioramento della qualità di vita di questi pazienti. Sono stati osservati buoni risultati con l’utilizzo per 12 settimane dell’efalizumab, questo, infatti, si è dimostrato essere non solo un farmaco ben tollerato, ma anche capace di migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Lo studioScopo del presente lavoro è stato quello di valutare l’efficacia e la sicurezza di una terapia di 24 settimane, con efalizumab. Sono stati inclusi 556 pazienti con psoriasi cronica a placche, con gravità da moderata a severa, seguiti ambulatorialmente. I pazienti hanno ricevuto in maniera randomizzata per le prime 12 settimane 1 mg/kg di efalizumab o di placebo per via sottocutanea, settimanalmente. A partire dalla 13a settimana, fino alla 24a, 516 pazienti hanno ricevuto, settimanalmente, 1 mg/kg di efalizumab. I parametri di analisi primari sono stati: la riduzione, del 75% o 50%, dell’area psoriasica e l’indice di severità (PASI-75 e PASI-50), l’analisi della qualità della vita (DLQI), la valutazione della riduzione della gravità e frequenza dei sintomi alla 12a e 24a settimana. La sicurezza, infine, è stata analizzata attraverso la ricerca di effetti collaterali, l’analisi di parametri di laboratorio e di anticorpi anti-efalizumab.
RisultatiAlla 12a settimana il 26,6% dei pazienti che aveva ricevuto il farmaco presenta un PASI-75 e il 58,5% un PASI-50. Alla 24a settimana, coloro a cui era stato somministrato in maniera continuativa il farrmaco hanno mostrato un ulteriore miglioramento del PASI-75, nel 43,8% dei casi, e del PASI-50, nel 66,6% dei casi. Al termine della 24a settimana, è stata osservata una riduzione della gravità e frequenza dei sintomi nel 35,9% dei soggetti. Infine, il numero di effetti collaterali si è ridotto nel periodo compreso tra la 13a settimana e la 24° settimana (80,4% - 63,2%).
ConclusioniL’estensione a 24 settimane della terapia con efalizumab si è dimostrata efficace e senza un aumento di effetti collaterali in pazienti con psoriasi cronica a placche di grado da moderato a severo. I dati sono di supporto all’ipotesi che un intervento continuato sia ben tollerato e che fornisca risultati interessanti riguardo la riduzione della sintomatologia, della gravità e dell’estensione della psoriasi e, quindi, sul miglioramento globale della qualità di vita in questi pazienti.
Federico PantelliniAlan Menter et al. Efficacy and safety observed during 24 weeks of efalizumab therapy in patients with moderate to severe plaque psoriasis. Arch Dermatol 2005; 141:31-38elisa lucchesini