Politica e Sanità

nov272014

Ecm anche negli studi privati per i liberi professionisti dal 2015

Per gli ospedalieri “precari” crescono le chance di ottenere crediti di formazione continua. Una delibera approvata dalla Commissione nazionale-Cnfc il 10 ottobre scorso prevede che anche periodi di pratica nello studio di un collega più esperto possano “fare punti” se accreditati dall’Ordine dei Medici di riferimento. Della delibera, che sarà pubblicata entro Natale, ha parlato alla VI Conferenza nazionale Ecm Valerio Brucoli, alla guida del pool che nella Commissione si occupa delle regole per l’aggiornamento dei liberi professionisti.
«La determina 10/10 fa rientrare il training individualizzato tra i potenziali progetti per i quali un Omceo può essere accreditato (in genere dalla Regione a livello locale, ndr) e avvia una sperimentazione tra gli ordini. L’Ordine, che dev’essere provider accreditato - ad esempio nell’ambito dello sviluppo dei dossier formativi individuali - può offrire agli iscritti la partecipazione gratuita a stage di formazione sul campo che per la prima volta potranno essere condotti non in strutture pubbliche o private accreditate ma in ambulatori e studi monoprofessionali. Questi “eventi” – spiega Brucoli – non possono avere sponsor commerciali e i tutor devono essere iscritti all’albo da almeno 5 anni; professionista e tutor compilano un modello pre-impostato e lo presentano all’Omceo che valuta la coerenza dei contenuti con il progetto che ha avviato in base alla delibera 10/10 e ne comunica l’esito agli interessati. Finito il training si presenta il registro dell’evento con il rapporto conclusivo; per essere valido, lo “stage” – in realtà non del tutto gratuito – deve durare da uno a sei mesi, per una frequenza di minimo 16 ore al mese. Al discente è riconosciuto un terzo dei crediti all’ora fino a un massimo di 30 crediti per ogni stage, ripetibile entro il tetto massimo di 50 crediti anno, mentre al tutor sono riconosciuti massimo 24 crediti».
In pratica si colma l’intero debito formativo, con un iter che consentirebbe una spesa contenuta: tra l’altro, in base ai criteri dettati nel 2011 dalla Commissione, i liberi professionisti non devono ancorare i loro crediti a percentuali di formazione a distanza e residenziale ovvero di “education” su obiettivi di processo, di sistema e professionali. Se la sperimentazione andrà a buon fine si potrebbero calmierare ancora i costi della formazione continua resi noti da Claudio Cricelli, medico di famiglia e membro della Cnfc. Oggi «il numero dei crediti assegnati è in espansione in un contesto di risorse calanti. La formazione continua si finanzia con 220 milioni di euro e, dovendo assegnare 150 crediti in tre anni a 1 milione di sanitari, in teoria dovrebbe far tutto al costo di poco meno di 4 euro a credito. In realtà un’ora di formazione costa al provider tra 300 e 500 euro, molte spese non sono comprimibili».

Mauro Miserendino


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