Diritto Sanitario

feb62019

Riconoscimento del titolo portoghese ai fini dell'esercizio in Italia della professione di Odontoiatra

La Corte di Giustizia, nella recente sentenza del 6 dicembre 2018, in C-675/17 - resa peraltro in esito a rinvio pregiudiziale ex art. 267 TFUE disposto dalla III Sezione del Consiglio di Stato (Ord. n. 5249/2017) - richiamando il proprio precedente del 19 giugno 2003, Tennah-Durez, C-110/01, EU:C:2003:357, ha espresso principi di carattere generale in merito alla interpretazione della Direttiva in argomento affermando, ai punti 34 e seguenti, che:

- "la responsabilità di provvedere a che i requisiti di formazione, tanto qualitativi quanto quantitativi, stabiliti dalla Direttiva 2005/36, siano pienamente osservati ricade integralmente sull'autorità competente dello Stato membro che rilascia il titolo di formazione";

- "quest'ultima deve esercitare le proprie competenze tenendo conto del fatto che i titoli di formazione consentiranno ai loro titolari di circolare e di praticare la professione in tutti gli Stati membri dell'Unione europea, in forza del riconoscimento automatico e incondizionato di detti titoli... che si basa, come ricordato al punto 31 della presente sentenza, sulla reciproca fiducia degli Stati membri quanto al carattere sufficiente dei titoli di formazione rilasciati dagli altri Stati membri";

- "a tale riguardo si può rilevare che un sistema di riconoscimento automatico e incondizionato dei titoli di formazione quale quello previsto dall'articolo 21 della Direttiva 2005/36 sarebbe gravemente compromesso se gli Stati membri potessero mettere in discussione, a loro piacimento, la fondatezza della decisione dell'autorità competente di un altro Stato membro di rilasciare il suddetto titolo". (Avv. Ennio Grassini -www.dirittosanitario.net)
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