Diritto Sanitario

nov232018

Responsabilità del dermatologo nella diagnosi di melanoma

Sulla base delle considerazioni medico legali contenute nella CTU, deve quindi affermarsi la responsabilità dei convenuti per il ritardo nella diagnosi del melanoma, diagnosi che avrebbe potuto essere correttamente e tempestivamente posta già in occasione della visita specialistica del 31/07/2010, o comunque nei giorni immediatamente ad essa successivi, attraverso accertamenti ed indagini più attente e scrupolose, risultate, invece, nel caso concreto, non corrette dal punto di vista della metodologia attuata e non conformi alle leges artis del tempo.

I convenuti, peraltro, non hanno fornito prova né della esistenza di fattori causali alternativi (quale sarebbe stata, ad esempio, l'insorgenza di una patologia tumorale in "collisione" con un originario dermatofibroma, fenomeno che le verifiche peritali hanno consentito di escludere), né della particolare complessità della diagnosi, posto che nel caso in esame è stata riscontrata la carenza di dati obiettivi attraverso i quali poter stabilire se si trattasse di un melanoma amelanotico vero, ossia della forma più rara, che viene più frequentemente sottostimata anche all'esame dermoscopico, oppure ipomelanotico, più frequente come forma, rispetto alla quale l'esame dermoscopico consente spesso di evidenziare irregolarità sospette.(Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community