Diritto Sanitario

ott122018

Medico di assistenza primaria, l'onere di contestazione della contabilità in nero o parallela

La giurisprudenza ribadisce che in materia di accertamento induttivo, delle imposte sui redditi e dell'IVA, la presenza di contabilità in nero o parallela, costituita da appunti personali, come le agende, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dall'art. 39, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973, fermo restando che incombe sul contribuente l'onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l'atto impositivo.

In particolare, è consolidato l'indirizzo in base al quale la "contabilità in nero", costituita da appunti personali ed informazioni dell'imprenditore, rappresenta un valido elemento indiziario, dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza prescritti dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39 dovendo ricomprendersi tra le scritture contabili disciplinate dall'art. 2709 c.c. e segg. tutti i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti d'impresa, ovvero rappresentino la situazione patrimoniale dell'imprenditore ed il risultato economico dell'attività svolta.

Ne consegue che detta "contabilità in nero", per il suo valore probatorio, legittima di per sé, ed a prescindere dalla sussistenza di qualsivoglia altro elemento, il ricorso all'accertamento induttivo di cui al citato art. 39 D.P.R. n. 600 del 1973, incombendo al contribuente l'onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l'atto impositivo notificatogli". ( avv.ennio grassini - www.dirittosanitario.net)
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