Diritto Sanitario

nov282016

Colpa del medico, classificazione evento indesiderato non la esclude

Il perito accerta (a seguito di Tac) che è rilevabile una dislocazione del cage in titanio obelich-urlich impiantato; precisa poi che in difetto di indagini post operatorie si dovrebbe ritenere tuttavia che tale dislocazione non fosse originaria (e dunque imputabile alla scorretta opera dell'operatore medico), ma si sia verificata a cagione del quadro osteoporotico importante dell'attrice, che non poteva essere quantificato dall'operatore se non durante i tempi operatori.

Il Giudice ritiene, contrariamente a quanto sostenuto dal Ctu, che la semplice circostanza che il referto del controllo scopico non evidenzi la dislocazione poi rilevata in sede di TAC è irrilevante. Le emergenze di tale referto infatti, in difetto di una rappresentazione grafica (TAC o Rx appunto) non costituiscono prova del quadro post operatorio. Nel caso di specie la circostanza dell'assenza di anomalie è una dichiarazione di scienza, non coperta dalla fede privilegiata. In ogni caso, poi le attestazioni della cartella clinica, ancorché riguardante fatti avvenuti alla presenza di un pubblico ufficiale o da lui stesso compiuti (e non la valutazione dei suddetti fatti) non costituisce prova piena a favore di chi le ha redatte, in base al principio secondo il quale nessuno può precostituire prova a favore di se stesso. Pertanto l'unico strumento istruttorio attraverso il quale il convenuto avrebbe potuto provare di aver diligentemente eseguito l'operazione (e, segnatamente, di aver correttamente impiantato il cage in titanio obelich-urlich), sarebbe stata la produzione di documentazione grafica rappresentativa della condizione post-operatoria o la rappresentazione testimoniale delle analisi eseguite al fine di appurare la correttezza dell'installazione. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
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