Diabetologia

dic52017

Studio danese, alto rischio di morte cardiaca improvvisa nei bambini e nei giovani adulti con diabete

I bambini e i giovani adulti con diabete possono avere una probabilità 7 volte maggiore di perdere la vita per morte cardiaca improvvisa, rispetto ai bambini e ai giovani adulti senza diabete. Lo rivela una ricerca preliminare presentata nel corso delle sessioni scientifiche 2017 dell'American Heart Association, ad Anheim, California. «La morte cardiaca improvvisa è definita come una morte improvvisa e inaspettata che si verifica immediatamente o poco dopo la comparsa dei sintomi. Spesso è causata da malfunzionamenti nel sistema elettrico del cuore» ha ricordato il primo autore della ricerca, Jesper Svane, dell'Ospedale Universitario di Copenaghen (Danimarca). Lo studio ha anche rilevato che, nel complesso, rispetto ai soggetti senza diabete, i bambini e i giovani adulti con diabete di età compresa tra 1 e 49 anni avevano una probabilità 8 volte maggiore di morire per qualsiasi tipo di malattia cardiaca, come lo scompenso cardiaco o il restringimento cronico dei vasi dovuto ad aterosclerosi. Si è visto, inoltre, che i giovani con diabete possono avere un aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa, a causa di anomalie nei vasi sanguigni causate dalla malattia. «Sebbene ci siano stati miglioramenti nell'aiutare le persone a gestire il diabete sia di tipo 1 sia di tipo 2, questa patologia è ancora associata ad aumentato rischio di morte, soprattutto tra i giovani» ha detto Svane. «Le malattie cardiovascolari sono una complicanza comune del diabete e la principale causa di morte tra le persone con diabete», ha aggiunto. Precedenti studi hanno dimostrato che la gestione intensiva dei fattori di rischio determina effetti benefici significativi sulla morte cardiovascolare nelle persone con diabete. Pertanto, ribadisce Svane, è importante monitorare questa popolazione al fine di identificare quelle ad alte rischio di morte cardiovascolare.

Questo studio è uno dei primi a esaminare le cause di morte e il tasso di mortalità causa-specifica tra i bambini e i giovani adulti con diabete in un contesto nazionale. Poiché la popolazione dello studio danese era per l'89% caucasica «i risultati potrebbero non essere applicabili ad altri paesi occidentali, a causa delle differenze demografiche e dell'organizzazione dei sistemi sanitari della Danimarca e degli Stati Uniti» ha precisato Svane. «Altri studi hanno dimostrato che le caratteristiche del decesso, in particolare per quanto riguarda la morte cardiaca improvvisa, sono fortemente influenzati dall'etnia, quindi i risultati non possono essere estesi direttamente ad altri paesi con popolazioni etnicamente diverse». La popolazione presa in considerazione nella ricerca era composta da tutte le persone residenti in Danimarca di età compresa da 1 a 35 anni nel periodo 2000-2009 e dai 36 ai 49 anni nel 2007-09. Durante il periodo di studio di 10 anni si sono verificati 14.294 decessi e la causa della morte è stata stabilita sulla base di informazioni relative a certificati di morte e ai rapporti autoptici. Il registro danese delle statistiche sui prodotti medicinali, che contiene informazioni su tutte le prescrizioni dispensate dalle farmacie della Danimarca, è stato utilizzato per identificare le persone con diabete di tipo 1 o di tipo 2. Tra coloro che erano deceduti, 669 (5%) avevano il diabete, dei quali 471 (70%) avevano il Tipo 1 e 198 (il 30%) avevano il Tipo 2.

«Alla luce dei risultati di questo studio, il controllo stretto e il trattamento efficace dei lipidi nel sangue, della pressione arteriosa e della glicemia sono importanti anche tra i bambini e i giovani con diabete» ha sottolineato Svane. «Il nostro studio mostra l'importanza del monitoraggio del rischio cardiovascolare precoce e continuo nei bambini e nei giovani adulti con diabete» ha aggiunto «e i fornitori di servizi sanitari devono essere consapevoli del fatto che anche i giovani pazienti con diabete hanno un elevato rischio di mortalità e questo è principalmente spiegato dall'aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa».

Arturo Zenorini


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