Diabetologia

mag12018

Pazienti con diabete da glucocorticoidi possono beneficiare del trattamento con inibitori di DDP-4

Gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4) possono essere utili per il controllo della glicemia nei pazienti con diabete indotto da glucocorticoidi, secondo uno studio pubblicato su Internal Medicine, rivista della Japanese Society of Internal Medicine. «La somministrazione di glucocorticoidi causa solitamente un lieve aumento dei livelli di glucosio a digiuno e un aumento dose-dipendente maggiore dei valori postprandiali nei pazienti senza diabete mellito pre-esistente. Alcuni pazienti, tuttavia, sviluppano un'iperglicemia persistente a causa di questo tipo di terapia, e a volte richiedono la somministrazione di insulina, che può comportare un aumento di peso maggiore ed episodi di ipoglicemia, alcuni dei quali anche gravi» dice Yusuke Yata, del Niigata University Graduate School of Medical and Dental Sciences in Giappone, che ha diretto il gruppo di lavoro.

Per quanto riguarda il trattamento di questo tipo di diabete indotto da farmaci sono però disponibili solo poche prove sull'efficacia dei farmaci ipoglicemizzanti orali. I ricercatori hanno quindi voluto valutare l'efficacia degli inibitori di DPP-4 nei pazienti con diabete indotto da glucocorticoidi mediante monitoraggio continuo del glucosio. Per farlo, hanno esaminato i profili glicemici di 11 pazienti a cui era stata diagnosticata una malattia renale o altre malattie con coinvolgimento renale con diabete indotto da glucocorticoidi di recente sviluppo utilizzando il monitoraggio al basale e 1-4 settimane dopo l'avvio del trattamento con inibitori di DPP-4. Dopo aver iniziato la terapia con tali inibitori, la media e la deviazione standard dei livelli di glucosio e l'ampiezza media dell'escursione glicemica (MAGE) si sono rivelati significativamente migliorati rispetto al basale. «I risultati suggeriscono che il trattamento con inibitori di DPP-4 nei diabetici nefropatici trattati con corticosteroidi può ridurre i valori glicemici senza indurre ipoglicemie» concludono gli autori.

Intern Med. 2017. doi: 10.2169/internalmedicine.8296-16
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28883231
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