Diabetologia

lug32018

Nuovi Annali AMD, dai "Full Data Circle" una fotografia dell'assistenza diabetologica in Italia

Adeguati livelli di cura complessiva, con un'attenzione crescente a tutti i fattori di rischio cardiovascolare (Cv) (non solo emoglobina glicata [HbA1c], ma anche pressione arteriosa e colesterolo LDL), così come alla protezione della funzione renale. Migliora l'appropriatezza terapeutica, aumenta l'impiego di insulina e farmaci innovativi e si riduce la prescrizione delle sulfaniluree. Questi alcuni dei trend positivi emersi dalla prima monografia degli Annali AMD dedicata ai "Full data circle" (Fdc) ossia i dati che misurano l'assistenza diabetologica in Italia, raccolti presso il "circolo" di Centri più virtuosi nella compilazione corretta e completa delle cartelle cliniche informatizzate. L'analisi, che ha coinvolto 17 strutture, per un totale di 47.868 soggetti con diabete tipo 2 (Dm2), visitati almeno una volta nel corso dell'anno 2015, non manca di sottolineare anche alcune importanti criticità, come lo scarso monitoraggio del piede diabetico e la necessità di migliorare le strategie per motivare i pazienti a modificare il proprio stile di vita, data l'ancora elevata prevalenza dell'obesità e del vizio del fumo. «Gli Annali AMD sono una raccolta dati di 'real life' che misurano il valore dell'assistenza diabetologica su tutto il territorio nazionale» spiega Domenico Mannino, presidente dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD). «Ci forniscono una reale fotografia del nostro operato, permettendoci di identificare le aree critiche che richiedono un miglioramento, in un "Ciclo continuo di qualità". Il "Full data circle" vuole ampliare la capacità di analisi della nostra banca dati, valutando tutti i parametri clinici a disposizione, per arrivare a produrre indicatori di esito finale che rappresentino un reale salto di qualità dell'intero sistema. È evidente che, per avere risultati credibili, è indispensabile un'alta 'qualità del dato'. È stato quindi individuato un primo gruppo di Centri in grado di garantire la completezza e la qualità delle informazioni da elaborare, che ci auguriamo possa ampliarsi il più possibile in futuro con l'adesione di nuove strutture».

Dai nuovi annali risultano ben monitorati i parametri chiave del diabete. La stragrande maggioranza dei pazienti inclusi nel campione ha ricevuto almeno una misurazione di HbA1c (97,5%), del profilo lipidico (81,3%) e della pressione arteriosa (89.4%). Elevata la sensibilità dei diabetologi anche verso la problematica della nefropatia. Tra i pazienti visitati nel periodo, però, solo il 25% ha ricevuto l'esame del piede: un gap da colmare per dare piena applicazione agli Standard di Cura Italiani e alle linee guida internazionali. Complessivamente la maggior parte dei pazienti risultano a target in relazione a HbA1c, profilo lipidico, colesterolo e pressione arteriosa (Pa), ma vi sono problemi in termini di Indice di massa corporea (Bmi): è obeso il 42,3% del campione (Bmi>30 kg/m2), mentre la quota dei normopeso (con Bmi<25 kg/m2) si attesta solo al 18,5%. Margini di miglioramento si rilevano anche circa l'abitudine al fumo, che interessa il 17% dei pazienti. Nel trattamento farmacologico, l'analisi evidenzia come la terapia più usata in assoluto resti la metformina (60,5%) seguita dall'insulina (33,7%). La percentuale di utilizzatori di sulfaniluree è del 22%, decisamente ridotta rispetto agli Annali del 2011 (36,4%), e tuttavia ancora troppo elevata. Positivo invece il dato sui nuovi farmaci: gli inibitori del Dpp-IV sono i più impiegati nel 2015, finalmente utilizzati in una percentuale significativamente maggiore (13,7%) rispetto al passato. Importante segnale di accresciuta appropriatezza e minore inerzia terapeutica è il dato sulla percentuale di soggetti non trattati con insulina, nonostante valori di HbA1c superiori al 9%: rispetto al 2011, sono scesi dal 40,5% al 22,8% nel report Fdc. Si è quindi dimezzato il numero di coloro che non vengono avviati alla terapia insulinica in presenza di una significativa compromissione del controllo glicemico.

«La qualità di cura complessiva erogata dai Centri Fdc» sottolinea Valeria Manicardi, coordinatore del Gruppo Annali AMD «è stata misurata attraverso lo score Q, un punteggio tra 0 e 40 in grado di predire l'incidenza successiva di eventi Cv. A questo proposito, più del 60% dei pazienti presenta uno score Q >25, ossia beneficia di un'assistenza di livello adeguato». Per la prima volta, infine, gli Annali Fdc hanno reso disponibili dati sugli indicatori di esito finale delle cure. Il 27,6% dei pazienti risulta affetto da retinopatia; tra quelli monitorati per il piede diabetico, l'1,2% presenta un'ulcera in atto e lo 0,7% aveva una storia di amputazione minore. La qualità e la "robustezza" dei dati raccolti nei centri Fdc sono confermate dagli indicatori di patologia Cv: le prevalenze ottenute, infatti, ricalcano le informazioni epidemiologiche reperibili nei principali studi. «Questa prima raccolta di dati focalizzata sui Fdc ha avuto molteplici finalità», precisa Nicoletta Musacchio, presidente Fondazione AMD. «Mostrare, a distanza di 4 anni dall'ultima valutazione, come si è evoluta la qualità della cura in Italia dal 2011 al 2015, seppure in questo gruppo selezionato di centri; contemplare e analizzare, per la prima volta nella storia degli Annali, indicatori di esito finale delle cure, allo scopo di rilevare come e in che misura i pazienti vanno incontro alle principali complicanze della patologia diabetica; dare informazioni sul trattamento farmacologico della popolazione, in virtù dell'immissione sul mercato, negli ultimi anni, di nuove classi di farmaci ipoglicemizzanti». «Tutti questi dati ci danno prova di un elemento fondamentale» conclude Valeria Manicardi. «La qualità dell'assistenza erogata va di pari passo con la cultura del dato. Questa prima monografia raccoglie infatti i dati dei centri che compilano al meglio la cartella clinica».


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