Diabetologia

dic192017

Nelle persone che vivono con l'Hiv aumenta l'incidenza di diabete

Tra le persone di 50 anni o più che vivono con l'HIV, l'incidenza di diabete mellito è del 39% più elevata rispetto a quella dei coetanei maschi della popolazione generale canadese. Ecco, in sintesi, quanto emerge da un articolo pubblicato su BMJ Diabetes Research and Care, primo autore Faizal Samad, dell'AIDS Research Program al St. Paul's Hospital di Vancouver, Canada. «La terapia antiretrovirale (ART) ha aumentato drasticamente l'aspettativa di vita delle persone con HIV, che ora stanno sviluppando comorbilità associate alla prolungata sopravvivenza e all'invecchiamento» scrivono i ricercatori, aggiungendo che in molte persone che vivono con HIV, in particolare fra quelle in trattamento con ART per molto tempo, si è sviluppata con frequenza significativa un'atrofia del grasso periferico accompagnata da un accumulo di adipe viscerale e da comorbilità metaboliche, tra cui dislipidemia e alterata omeostasi glicemica, con possibile aumento del rischio cardiovascolare. Per determinare l'incidenza e i fattori associati allo sviluppo del diabete mellito in soggetti anziani con infezione da HIV, gli autori hanno analizzato i dati di una coorte persone di 50 anni e più che vivono con HIV seguite da un centro ambulatoriale nella città di Vancouver, in Columbia Britannica. «Tra le 1.065 persone seguite in media per 13 anni, l'incidenza di diabete mellito è stata di 1,61 per 100 anni-persona» spiegano gli autori, precisando che fra i 703 casi incidenti di diabete mellito l'88% era di genere maschile, il 38% aveva una storia di uso di droghe iniettabili, il 43% presentava una co-infezione da epatite C e l'indice medio di massa corporea era di 24 kg/m2. L'età media all'inizio della terapia antiretrovirale era di 48 anni e di 55 anni alla diagnosi di diabete mellito. «I pazienti che hanno iniziato la ART nel 1997-1999 e hanno avuto una maggiore esposizione al trattamento erano quelli a maggior rischio di diabete mellito. «D'altra parte, l'obesità, la co-infezione da HCV e l'età avanzata non erano associati all'incidenza di diabete» osserva Samad. E conclude: «La terapia antiretrovirale iniziata nei primi anni dell'epidemia e il conseguente lungo tempo di esposizione al trattamento con i farmaci più datati sembrano essere il principale motore dello sviluppo del diabete mellito. E' importante monitorare la comparsa di iperglicemia in ogni soggetto affetto da HIV in terapia antiretrovirale, indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio per il diabete».

BMJ Diabetes Research and Care 2017. doi: 10.1136/bmjdrc-2017-000457

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29225896


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