Diabetologia

dic52017

Linee guida AACE/ACE riviste da AME. Mannino (AMD): «Incompatibili con le norme regolatorie italiane»

Una nuova linea guida per la gestione del diabete è stata recentemente introdotta in Italia. Presentata in occasione del 16° Congresso nazionale AME (Associazione Medici Endocrinologi) - svoltosi di recente a Roma - e curate dall'AACE Italian Chapter, costituisce una traduzione commentata e adattata alla realtà italiana delle linee guida AACE/ACE (American Association of Clinical Endocrinologists/American Academy of Endocrinology). Considerando che sono già esistenti le linee guida stilate congiuntamente da AMD (Associazione Medici Diabetologi) e SID (Società Italiana di Diabetologia), potrebbero crearsi problemi di sovrapposizione o, forse, confusione tra i clinici. Abbiamo chesto un parere in proposito a Domenico Mannino, presidente AMD.

Qual è la Sua opinione su questo nuovo documento?
Le linee guida AME non aggiungono particolari elementi di novità, ma sono una traduzione delle linee guida americane AACE/ACE più o meno adattate alla realtà italiana. Tra l'altro, le linee guida diabetologiche AMD/SID hanno già una tradizione consolidata e sono in costante aggiornamento. Dispiace che le società scientifiche che cercano di occuparsi di un problema clinico rilevante come il diabete non cerchino di collaborare con noi, per affrontarlo insieme.

Non vi è proprio alcuna differenza tra le linee guida AME e quelle esistenti?
In realtà le prime non presentano contenuti particolarmente innovativi, però hanno un'impostazione leggermente diversa, soprattutto per quanto riguardo la terapia iniziale, che riflette la realtà americana. Noi, in Italia, abbiamo condizioni di tipo regolatorio che ci impongono sostanzialmente di mantenere un certo tipo di progressione nella terapia. Non possiamo, per esempio, iniziare seduta stante il trattamento con una combinazione di farmaci.

A Suo parere questo rappresenta un punto critico?
Ribadisco che queste linee guida non aggiungono in realtà niente di nuovo. Il vero problema è che dal punto di vista degli enti regolatori, per esempio, la possibilità di iniziare la terapia con tre farmaci innovativi combinati non ci è assolutamente concessa. Si deve iniziare con la metformina, poi se necessario si aggiunge un altro farmaco ed eventualmente si può arrivare ad aggiungere un terzo farmaco. Quindi i diabetologi italiani sono costretti a utilizzare questo percorso. Quello che intendo dire è che AACE/ACE ha una posizione leggermente diversa, che poi è quella rispecchiata nella traduzione dell'AME. In questo senso, queste linee guida sono molto meno radicate nella realtà italiana.

C'è una sorta di competizione tra le società scientifiche, forse?
Non si tratta certamente di una pratica scorretta. Tutte le società scientifiche vogliono contribuire al miglioramento delle cure del paziente. A tale proposito l'AMD e la SID da molto tempo scrivono all'AIFA sostenendo che sarebbe necessario rivedere i limiti di glicata, introdurre altre indicazioni per la penne preriempite di analoghi del Glp-1, considerando che la letteratura ha evidenziato per questi dispositivi clinici efficacia, efficienza ed effetti benefici generali di tipo cardiovascolare, con riduzione dello scompenso. Però tutto questo ancora non si può fare e in questo momento non possiamo scrivere sulle nostre linee guida raccomandazioni che vanno contro le indicazioni cogenti stabilite dall'AIFA.
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