Diabetologia

giu182018

La sopravvivenza aumenta tra i diabetici seguiti in un centro specialistico

Frequentare un centro diabetologico riduce la mortalità per tutte le cause, secondo quanto conclude una metanalisi italiana pubblicata su Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease, primo autore Enzo Bonora della Divisione di Endocrinologia, Diabete e Metabolismo all'Università di Verona. Lo studio ha esaminato i dati di tre studi osservazionali di coorte svolti in Veneto, Piemonte e Lombardia su 191.847 persone con diabete, delle quali circa metà ha effettuato almeno una visita l'anno in un Centro antidiabetico. Durante il follow-up, compreso tra uno e 11 anni, sono deceduti 9.653 soggetti, con una mortalità per tutte le cause più bassa del 19% fra i diabetici seguiti nei centri specialistici, dato confermato dopo gli aggiustamenti per fattori confondenti.

«Secondo questi risultati sarebbe sufficiente assistere 17 pazienti per 10 anni in un Centro diabetologico per prevenire un evento fatale» sottolineano i ricercatori, ricordando che a partire dai primi anni settanta è stata istituita all'interno del Sistema sanitario nazionale italiano una rete nazionale di circa 500 centri pubblici ambulatoriali per la diagnosi e la cura del diabete, attualmente frequentati da circa 2 milioni di pazienti, con una frequenza variabile a seconda dello stadio della malattia e della propensione dei medici curanti a partecipare attivamente a una gestione condivisa dei loro assistiti.

«Secondo questi dati è possibile stimare che la piena applicazione del Piano nazionale diabete, che prevede visite periodiche nei centri diabetologici, potrebbe nel prossimo decennio evitare la morte di circa 150 mila diabetici, ossia 15 mila all'anno» spiegano gli autori. E Giorgio Sesti, presidente della Società italiana di diabetologia, aggiunge: «Peccato che attualmente solo metà dei diabetici siano seguiti in un centro specialistico. Per assistere in modo adeguato i quasi 4 milioni di italiani con diabete, i centri diabetologici dovrebbero essere potenziati e, laddove necessario, riorganizzati». E conclude: «Il diabete è stato declassato a malattia cronica gestibile dai medici di famiglia, ma questi dati dimostrano la necessità dello specialista nel team di cura».

Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2018. doi: 10.1016/j.numecd.2018.02.009 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29627120

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