Diabetologia

mar62018

Ipertensione arteriosa nel paziente diabetico: meglio una sistolica inferiore a 140 mmHg

Molte persone con diabete tipo 2 sono anche ipertese, condizione che aumenta il rischio cardiovascolare. Per questo le attuali linee guida sul trattamento del diabete raccomandano un trattamento antipertensivo mirato a valori pressori che tuttavia differiscono a seconda delle differenti linee guida. Alcuni raccomandano obiettivi di 130/80 mmHg, mentre altri consigliano di limitarsi a raggiungere i 140/90 mm Hg. Queste discrepanze hanno causato polemiche e discussioni alimentate, tra l'altro, dal fatto che in molti pazienti una terapia troppo aggressiva potrebbe aumentare non solo il rischio di ipotensione, ma anche la frequenza di eventi avversi da farmaci.

A questo proposito una review pubblicata su Diabetologia, firmata da Giuseppe Mancia e Guido Grassi dell'Università di Milano-Bicocca, discute i pro e i contro dei trattamenti più conservativi e, viceversa, di quelli più aggressivi, negli individui ipertesi diabetici, sulla base delle prove fornite da studi randomizzati, meta-analisi e ampi studi osservazionali. «Un punto critico è che il raggiungimento di un controllo pressorio ottimale nei diabetici è spesso più difficile che in altri soggetti» sottolineano i ricercatori, spiegando che gli individui affetti da diabete non sono tutti uguali e che le raccomandazioni non possono essere applicate a tutte le sottopopolazioni. Inoltre, a fronte di studi e linee guida spesso discordanti tra loro, i medici si trovano a dover valutare esigenze e preferenze diverse per ogni singolo paziente. Ma non solo: i diversi farmaci antipertensivi vanno modulati nel tempo in relazione all'invecchiamento del paziente e alla comparsa di eventuali disfunzioni d'organo, prima fra tutte la malattia renale. «In generale, gli studi forniscono evidenze solide a supporto degli obiettivi di pressione arteriosa sistolica inferiori a 140 mmHg e più vicini a 130 mmHg, se possibile, nei pazienti con diabete» spiegano gli autori. E Mancia conclude: «Viceversa, l'evidenza scientifica a favore di valori sistolici ancora più bassi, cioè inferiori a 130 mmHg, è limitata e non supporta affatto un'ulteriore riduzione sotto i 120 mm Hg.

Per la pressione arteriosa diastolica invece esistono prove evidenti del fatto che negli individui diabetici, può essere ridotta a 70-79 mmHg senza compromettere la protezione e la sicurezza dei pazienti. Considerando lo stadio attuale delle conoscenze, secondo gli Autori è raccomandabile quindi un target della pressione arteriosa sistolica vicino ma non inferiore a 130 mmHg, e della pressione diastolica compreso tra 70 e 80 mmHg.

Diabetologia. 2018. doi: 10.1007/s00125-017-4537 -3
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29372279


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