Diabetologia

giu52018

Il diabete mellito si associa a un aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa

Nei pazienti con diabete aumentano le probabilità di morte cardiaca improvvisa sia in generale sia nei diversi sottogruppi di pazienti. Lo sostiene Dagfinn Aune, del Dipartimento di epidemiologia e biostatistica all'Imperial College London, Regno Unito, e primo autore di uno studio pubblicato su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases. «La prevalenza del diabete mellito aumenta in tutto il mondo parallelamente all'incremento dell'obesità e alla diffusione di uno stile di vita sedentario associato a un'alimentazione spesso non sana» scrivono i ricercatori, ricordando che nel 1980 il 4,3% di tutti gli adulti soffriva di diabete (108 milioni), cifra che nel 2014 ha raggiunto il 9,0% (422 milioni). E se l'attuale tendenza si mantiene in salita, si stima che nel 2025 i diabetici saranno il 12,5% della popolazione mondiale, pari a 700 milioni di persone. «Sebbene il diabete mellito sia un noto fattore di rischio per infarto miocardico e ictus, i dati sull'associazione con la morte cardiaca improvvisa sono limitati e i risultati non del tutto univoci» riprende il ricercatore, che assieme ai colleghi ha svolto una revisione sistematica con metanalisi sull'associazione tra diabete mellito e rischio di morte cardiaca improvvisa. Dalle ricerche su PubMed ed Embase fino al 18 luglio 2017 sono stati selezionati 29 studi prospettici: 19 basati sulla popolazione generale per un totale di 249.225 partecipanti e 10 svolti in differenti sottopopolazioni di pazienti, per un totale di 55.998 persone. E i risultati parlano chiaro: il rischio relativo (RR) di morte cardiaca improvvisa nei diabetici e nei prediabetici rispetto ai non diabetici è rispettivamente di 2,02 e di 1,23. Ma non solo: in confronto ai non diabetici con le stesse patologie, il RR dei pazienti con malattia coronarica o scompenso cardiaco e diabete è rispettivamente 1,63 e 1,85. «Questi dati indicano che il diabete mellito si associa a un rischio raddoppiato di morte cardiaca improvvisa, rischio particolarmente alto nelle sottopopolazioni di diabetici con malattia coronarica e scompenso cardiaco» conclude Aune. Vi sono diversi meccanismi biologici che potrebbero spiegare questa associazione. Il diabete è infatti legato ad altri fattori di rischio come l'ipertensione, malattia coronarica fibrillazione atriale ed insufficienza cardiaca, fattori di rischio noti per la morte cardiaca improvvisa. I pazienti diabetici hanno una maggiore prevalenza di anomalie elettrocardiografiche derivate da neuropatia vegetativa, tra cui un prolungato intervallo QT e una ridotta variabilità della frequenza cardiaca che potrebbero aumentare il rischio di aritmie ventricolari oppure possono essere coinvolti in cambiamenti strutturali nel miocardio.

Nut Met Cardiov Dis 2018. Doi: 10.1016/j.numecd.2018.02.011
https://www.nmcd-journal.com/article/S0939-4753(18)30062-0/fulltext

 


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