Diabetologia

ott92018

I valori di lipoproteina(a) si innalzano in pazienti con diabete e coronaropatia

Valori elevati di lipoproteina(a) sono associati in modo indipendente alla presenza e alla gravità della malattia coronarica nei pazienti con diabete mellito di tipo 2, secondo uno studio pubblicato su Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases. «Il ruolo della lipoproteina(a) in pazienti con coronaropatia e con comorbilità come il diabete mellito di tipo 2 non è stato completamente determinato. Per questo abbiamo voluto investigare la relazione tra lipoproteina (a) e la situazione dei pazienti diabetici con o senza malattia coronarica» dice Jian-Jun Li, della Chinese Academy of Medical Sciences e del Peking Union Medical College di Pechino, Cina, che ha coordinato lo studio. I ricercatori hanno arruolato 2.040 pazienti consecutivi con diabete di tipo 2 che si erano sottoposti ad angiografia coronarica selettiva a causa di dolore al petto simil-anginoso. I pazienti sono stati successivamente divisi in due gruppi in base ai risultati dell'esame, il primo gruppo formato da individui con coronaropatia e il secondo da persone che non mostravano segni della malattia.

La gravità della coronaropatia è stata valutata in base al punteggio Gensini, al numero di vasi stenotici e a eventuale storia di infarto del miocardio. Ebbene, l'analisi dei dati ha mostrato che i livelli di lipoproteina(a) erano più alti nel gruppo di pazienti con coronaropatia che nel gruppo di individui senza coronaropatia (15,00 mg/dl rispetto a 11,88 mg/dL in media). L'analisi dei risultati dei sottogruppi con malattia coronarica ha messo in luce che i pazienti con storia infarto miocardico, malattia multivasale e punteggio Gensini alto avevano valori più alti di lipoproteina(a) confrontati con quelli dei sottogruppi corrispondenti. «Dopo aver aggiustato i risultati per i fattori confondenti, i livelli di lipoproteina(a) sono risultati indipendentemente correlati alla presenza e alla gravità della malattia coronarica. Saranno comunque necessari ulteriori studi per confermare i nostri risultati» concludono gli autori.

Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2018. doi: 10.1016/j.numecd.2018.05.010 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30030022
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