Diabetologia

dic52017

Gli eventi avversi cardiovascolari dopo uno STEMI sono più frequenti nei diabetici trattati con insulina

I diabetici che sviluppano un infarto miocardico con innalzamento del tratto ST (STEMI), specie quelli con diabete trattato con insulina, hanno un aumentato rischio di gravi eventi avversi cardiaci (MACE). Ecco quanto emerge da uno studio pubblicato su Diabetes, Obesity and Metabolisme coordinato da Ingo Eitel del Dipartimento di Cardiologia, angiologia e medicina intensiva all'Università di Lubecca in Germania. Comprendere il meccanismo con cui il diabete influenza negativamente i risultati clinici tra i pazienti con STEMI sarebbe quindi clinicamente importante. «Gli studi che hanno paragonato l'efficacia della riperfusione e il danno miocardico in pazienti diabetici e non con STEMI sono scarsi e riportano risultati contrastanti» scrivono i ricercatori, il cui obiettivo era approfondire l'impatto del diabete sulle capacità di recupero dall'evento acuto e sul danno del miocardio misurato dalla risonanza magnetica cardiaca, valutandone la rilevanza prognostica. A questo scopo sono stati selezionati 792 pazienti con STEMI seguiti in otto centri e valutati in base all'incidenza dei principali eventi avversi cardiaci, definiti come un composito di morte per tutte le cause, nuovo infarto non fatale e insufficienza cardiaca congestizia, osservati a 12 mesi.

I pazienti classificati in base alla preesistenza di diabete trattato o meno con insulina, erano 160 (20% del totale) di cui 74 (9%) con diabete insulino-trattato. «Al termine dell'analisi statistica non è emersa alcuna differenza in termini di dimensione del danno miocardico, di ostruzione microvascolare e frazione di eiezione ventricolare sinistra in tutti i gruppi di pazienti, tuttavia i soggetti con diabete avevano un rischio di MACE più elevato rispetto ai non diabetici, rispettivamente dell'11% e del 6%» scrivono i ricercatori, spiegando che dopo la stratificazione effettuata considerando la terapia precedente l'evento acuto, il tasso di MACE è risultato simile nei casi di diabete mellito non trattato con insulina(NITDM) e nei non diabetici, mentre tra i partecipanti con diabete trattato con insulina (ITDM) la frequenza di MACE è stata significativamente maggiore. Le differenze nei risultati clinici tra pazienti diabetici (NITDM e ITDM) e STEMI non diabetici non sono spiegate da un'efficacia riperfusiva compromessa, un danno da riperfusione più esteso o una maggiore estensione del danno miocardico come visualizzato dall'imaging della RM, ma dall'età avanzata, maggiore co-morbidità e malattia coronarica più estesa nei pazienti con STEMI diabetici, specialmente se insulino trattati. «Questi risultati dovrebbero essere presi in considerazione nella valutazione di strategie di trattamento aggiuntive per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari avversi nei pazienti diabetici con STEMI, specie se in terapia insulinica» conclude Eitel.

Diabetes ObesMetab. 2017.Doi: 10.1111/dom.13002 http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/dom.13002/full
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