Diabetologia

dic52017

Emoglobina glicata: nel paziente diabetico con glicemia stabile basta misurarla una volta l'anno

Uno studio pubblicato su Diabetes Research and Clinical Practice suggerisce che una volta raggiunta una glicemia stabile, è sufficiente controllare l'emoglobina glicata (HbA1c) solo una volta l'anno.«Secondo i nostri dati le attuali linee guida, che suggeriscono invece una cadenza semestrale, potrebbero contribuire aun eccesso diagnostico potenzialmente anche dannoso» afferma il primo autore dell'articolo Sachiko Ohde della Graduate School of Public Health St. Luke's International University di Tokyo, Giappone, spiegando che lo scopo di questo studio retrospettivo di coorte era suggerire un intervallo informativo ottimale in termini di dosaggio dell'HbA1c nei pazienti con diabete mellito e valori glicemici stabili. I 1.066 partecipanti, selezionati tra gennaio 2005 e dicembre 2014 in un ospedale giapponese, erano adulti di età inferiore ai 75 anni con diabete tipo 2 e glicemia stabile dopo adeguata terapia medica, che avevano eseguito almeno due misurazioni di HbA1c dopo aver raggiunto la stabilità glicemica. «Abbiamo definito come controllo glicemico stabile la presenza di valori di HbA1c inferiori al 7% e l'assenza di modifiche allo schema terapeutico dopo tre misurazioni consecutive» scrivono gli autori. All'interno della coorte oggetto di studio formata da diabetici adulti sono stati identificati in controllo glicemico stabile 639 pazienti (18,5%), di cui 511 maschi (67,3%), con un valore medio di HbA1c di6,4%. E dopo gli opportuni aggiustamenti statistici i risultati ottenuti suggeriscono che, considerate le caratteristiche del test di misurazione dell'emoglobina glicata, l'intervallo di monitoraggio dell'esame nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 in fase di stabilità dovrebbe essere a cadenza annuale. «Ritmi troppo ravvicinati possono implicare modifiche terapeutiche non necessarie che, oltre ad aumentare i costi sanitari, potrebbero incrementare la frequenza di effetti avversi tra cui l'ipoglicemia» concludono i ricercatori.

Diabetes Research and Clinical Practice 2017. Doi: 10.1016/j.diabres.2017.11.013 http://www.diabetesresearchclinicalpractice.com/article/S0168-8227(17)30599-5/fulltext
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