Diabetologia

dic192017

Diabetici ipertesi, un inibitore SGLT2 al posto del diuretico tiazidico equivalente nel controllo pressorio

Nei pazienti con diabete di tipo 2 e ipertensione arteriosa passare da un diuretico tiazidico all'ipragliflozina, un antidiabetico della classe degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2), migliora in modo significativo il controllo metabolico e la composizione della massa corporea senza peraltro modificare i valori pressori. Lo sostiene Tomohiko Kimura, della divisione Diabete, endocrinologia e metabolismo alla Kawasaki Medical School di Kurashiki in Giappone, primo autore di uno studio pubblicato sul Journal of Diabetes Investigation. «Gli inibitori SGLT2 aumentano l'escrezione di glucosio urinario e migliorano il controllo glicemico nei soggetti con diabete mellito di tipo 2 in modo indipendente dall'insulina, provocando una diuresi osmotica e una lieve natriuresi che porta alla riduzione del volume plasmatico e della massa grassa viscerale nonché alla diminuzione della pressione arteriosa» scrivono gli autori, il cui scopo era paragonare gli effetti degli inibitori SGLT2 e dei diuretici tiazidici sulla pressione arteriosa, sul compenso metabolico e sulla composizione della massa corporea.

Allo studio hanno preso parte 31 soggetti diabetici e ipertesi la cui terapia antipertensiva è stata modificata sostituendo il diuretico tiazidico con l'inibitore SGLT2 ipragliflozina. «Dopo tre mesi di follow-up abbiamo valutato gli effetti della modifica terapeutica su valori pressori, compenso metabolico e composizione corporea, osservando l'assenza di qualsiasi differenza significativa in termini di controllo della pressione arteriosa rispetto all'inizio dello studio» riprende il ricercatore, aggiungendo tuttavia che l'emoglobina glicata (HbA1c), il glucosio plasmatico a digiuno e l'acido urico erano invece diminuiti in modo significativo dopo il passaggio dal tiazidico all'ipragliflozina. Ma non solo: a tre mesi dalla variazione terapeutica sono calati significativamente anche l'indice di massa corporea, la quantità di grasso viscerale e l'escrezione urinaria di albumina. «Per verificare l'efficacia sulla macroangiopatia del miglioramento della pressione arteriosa e del controllo glicemico servono studi prospettici su numeri molto maggiori di pazienti in cui i diuretici tiazidici o gli inibitori SGLT2 vengano aggiunti alla terapia antipertensiva esistente in soggetti con diabete di tipo 2» concludono i ricercatori.

Journal of Diabetes Investigation 2017. doi: 10.1111/jdi.12774
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29110406


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