Diabetologia

mag152018

Diabete 2: gli inibitori SGLT-2 e gli analoghi GLP-1 si associano a un aumento della sopravvivenza

Nei pazienti con diabete tipo 2 l'uso degli inibitori del cotrasportatore di sodio-glucosio-2 (SGLT-2) o degli analoghi del glucagon-like peptide-1 (GLP-1) si associa a una mortalità inferiore rispetto agli inibitori della dipeptidil peptidasi 4 (DPP-4) o al placebo oppure a nessun trattamento, mentre la sopravvivenza osservata durante la terapia con inibitori DPP-4 è simile al placebo o a nessun trattamento. Ecco, in sintesi, le conclusioni emerse da una metanalisi pubblicata su JAMA, primo autore Sean Zheng, del Department of Endocrinology all'Imperial College Healthcare NHS Foundation Trust, di Londra. «Quando serve confrontare tre o più trattamenti destinati alla medesima indicazione clinica, la network metanalisi offre l'importante vantaggio di includere in un'unica analisi tutte le prove disponibili, consentendo di gestire in modo appropriato situazioni di confronto multiplo» spiegano gli autori che, analizzando 236 studi randomizzati svolti su circa 176.000 pazienti per una durata uguale o superiore a 12 settimane, hanno valutato i benefici in termini di sopravvivenza di tre classi principali di farmaci usati per trattare pazienti con diabete di tipo 2, confrontando ogni classe di farmaci con le altre e con il placebo.

«A conti fatti abbiamo osservato che, rispetto ai controlli, gli inibitori SGLT-2 e gli analoghi del GLP-1 riducono il rischio assoluto di mortalità in modo significativo, rispettivamente dell'1% e dello 0,6%, mentre gli inibitori della DPP-4 non mostrano alcun beneficio sulla sopravvivenza rispetto al placebo» afferma il ricercatore, spiegando che la riduzione del rischio relativo e assoluto in termini di mortalità correlata al sistema cardiovascolare risulta simile a quella per tutte le cause. «Infine, tutte e tre le classi di farmaci provocano un numero significativamente maggiore di eventi ipoglicemici rispetto ai controlli trattati con placebo o a nessuna terapia, nonostante le incretine e gli inibitori di SGLT-2 abbiano meccanismi d'azione glucosio-dipendenti con basse probabilità, quantomeno teoriche, di ipoglicemia» concludono gli autori.

JAMA. 2018. doi: 10.1001/jama.2018.3024
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29677303
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