Diabetologia

dic52017

Dalla telemedicina i vantaggi della gestione in remoto delle persone con diabete. Al via uno studio AMD

Migliore qualità di vita per il paziente, con maggiore continuità assistenziale e quindi risparmio in termini di spesa sanitaria. Dialogo più semplice e immediato con il medico, con abbattimento delle distanze e riduzione al contempo del numero delle visite ambulatoriali. Maggiore interscambio di dati per cure sempre più personalizzate ed efficaci. Sono questi i principali benefici che la telemedicina potrebbe apportare nella gestione di malattie croniche, come il diabete. Sono solo alcuni dei temi discussi di recente a Roma durante il convegno "Telemedicina e diabete: uno sguardo al futuro?", promosso dall'Associazione Medici Diabetologi (AMD) a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre).

Proprio per mettere alla prova le promesse della telemedicina, Amd condurrà uno studio multicentrico randomizzato per misurare in concreto l'impatto di un sistema di 'telecare' nel controllo del rischio metabolico e cardiovascolare di 1.000 pazienti con diabete mellito di tipo 2 (DMT2) e diabete gestazionale. «Per una gestione più sostenibile di importanti patologie croniche come il diabete» afferma Domenico Mannino, presidente AMD «l'assistenza dovrà evolvere verso un approccio più razionale e moderno, indirizzandosi alla gestione del paziente 'in remoto', grazie agli strumenti offerti oggi dalle tecnologie digitali».

«In Italia, negli anni passati» osserva Francesco Gabbrielli, direttore del Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali dell'Istituto superiore di sanità «abbiamo accumulato un rilevante ritardo di sviluppo nella sanità digitale, anche perché abbiamo svolto tante piccole esperienze di telemedicina e di innovazione digitale sanitaria del tutto locali, episodiche, senza coordinamento». Numerosi studi, prosegue l'esperto dell'Iss «indicano chiaramente che la via più realistica per continuare ad avere un servizio sanitario pubblico efficiente consiste nell'ottenere risorse, anche perché le innovazioni digitali costringono, per essere utilizzate con successo, a rivedere le organizzazioni, ovvero a verificare 'chi fa cosa' e 'come lo fa'. «Il Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie assistenziali» precisa Gabbrielli «nasce con la missione di condurre, promuovere e coordinare la ricerca e la governance di sistema per le applicazioni sociali e sanitarie nell'ambito delle nuove tecnologie informatiche e della telemedicina. In altre parole il Centro agisce per favorire la realizzazione di servizi sanitari e assistenziali digitalizzati su larga scala, che garantiscano equità di accesso, sicurezza e appropriatezza delle cure». L'iniziativa di AMD, aggiunge, va con decisione nella stessa direzione e stiamo lavorando per creare le migliori condizioni di collaborazione. «Il Centro nazionale si mette a disposizione di tutti coloro che desiderano realizzare programmi di sanità digitale» conclude Gabrielli. «Le tecnologie sono disponibili, così come esistono le soluzioni organizzative e le innovazioni bio-mediche. Adesso è il momento di costruire».
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