Diabetologia

feb212018

Chirurgia bariatrica, nei diabetici i benefici calano nel tempo

Per le persone obese e diabetiche l'intervento di bypass gastrico è un'opzione sempre più diffusa, utile sia per perdere peso sia per gestire il diabete. Ma, nonostante i risultati a breve termine superino spesso le aspettative, restano ancora diversi interrogativi sui benefici dell'intervento nel lungo periodo. Ora però emergono alcune risposte dal Diabetes Surgery Study, un trial internazionale pubblicato su JAMA, primo autore Sayeed Ikramuddin del Dipartimento di chirurgia all'Università del Minnesota di Minneapolis.

«Nel follow-up a cinque anni di adulti obesi con diabete di tipo 2 randomizzati all'intervento di bypass gastrico rispetto alla terapia medica intensiva, il gruppo chirurgico ha raggiunto risultati significativamente migliori» scrivono i ricercatori. Allo studio hanno preso parte 120 persone arruolate negli Stati Uniti e a Taiwan con diabete tipo 2 e un'emoglobina glicata (HbA1c) superiore all'8%. Tutti i partecipanti erano obesi con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30. La metà dei partecipanti allo studio è stata avviata alla procedura di bypass gastrico Roux-en-Y oltre alle modifiche dello stile di vita e alla terapia medica. L'altra metà è invece stata trattata solo con terapia medica e modifiche allo stile di vita senza chirurgia. E i risultati ottenuti sono stati incoraggianti, almeno nel primo anno di follow-up: metà del gruppo con bypass gastrico (28 persone) ha raggiunto il triplo indicatore di efficacia dell'American Diabetes Association, composto da HbA1c inferiore al 7%, LDL inferiore a 100 mg/dL, pressione arteriosa sistolica inferiore a 130 mmHg. Viceversa, lo stesso risultato è stato raggiunto solo dal 16% (9 persone) del gruppo trattato con la sola terapia medica. «Tuttavia, al terzo anno di osservazione il raggiungimento del triplo outcome composito era presente solo nel 23% del gruppo chirurgico rispetto al 4% del gruppo non sottoposto a by pass gastrico» riprende Ikramuddin. E conclude: «Data la graduale riduzione nell'arco di un quinquennio dei benefici dovuti all'intervento è necessario proseguire il follow-up per comprendere la reale durata del miglioramento».

JAMA. 2018. doi: 10.1001/jama.2017.20813
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29340678


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