set52011
Nei pazienti diabetici di entrambi i sessi, la capacità predittiva di rischio cardiovascolare (Cv) al basale è significativamente migliore utilizzando modelli che tengono conto dei livelli di HbA1C rispetto al sistema attualmente raccomandato di classificare il diabete stesso come equivalente di rischio Cv (pari ad almeno il 20% a 10 anni). Il dato proviene da una ricerca condotta da un team del Brigham and women's hospital di Boston, sotto la guida di Nina P. Paynter. Lo studio ha coinvolto 24.674 donne (di cui 685 diabetiche al basale) e 11.280 uomini (di cui 563 diabetici al basale), seguiti prospetticamente per l'insorgenza di malattie Cv. In tutto si sono verificati 125 eventi Cv in donne diabetiche (666 in donne non diabetiche) e 170 in uomini diabetici (1.382 in non diabetici). Si sono quindi generati, separatamente per gli uomini e le donne, modelli di rischio Cv utilizzando i tradizionali fattori di rischio con l'aggiunta - soltanto per gli individui diabetici - di un termine per i livelli di HbA1c. Nei partecipanti diabetici, le risultanti predizioni di rischio sono state comparate con la classificazione del diabete come equivalente di rischio Cv. Si è così verificato che nelle donne i modelli comprendenti i livelli di HbA1c hanno migliorato la statistica C di 0,177 rispetto al modello di equivalenza di rischio, con un miglioramento netto di riclassificazione del 26,7%, mentre negli uomini si sono registrati miglioramenti più modesti ma ancora statisticamente significativi. Inoltre l'aggiunta dei livelli di HbA1c ha migliorato la predittività di diabete anche in termini dicotomici, ma soltanto nelle donne. Arch Intern Med, 2011 Jul 25. [Epub ahead of print]