Diabetologia

mag72015

Diabete 2, l'astinenza dal fumo peggiora il controllo glicemico

Smettere di fumare si associa a un deterioramento temporaneo del controllo glicemico nei pazienti con diabete di tipo 2, secondo quanto conclude uno studio pubblicato su The Lancet diabetes & endocrinology e coordinato da Paul Aveyard del Nuffield department of primary care health sciences all'Università di Oxford, Regno Unito. «Il fumo aumenta il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, ma diversi studi di popolazione mostrano anche un rischio di questa patologia più elevato 3-5 anni dopo la cessazione del fumo rispetto ai fumatori attuali, con probabilità in diminuzione progressiva che dopo 10-12 anni equivalgono a quelle dei non fumatori» spiega il ricercatore, aggiungendo che da studi precedenti su piccole casistiche emerge che il controllo del diabete peggiora temporaneamente nel primo anno dopo aver smesso di fumare. Partendo da questi presupposti gli autori dell'articolo hanno voluto verificare se smettere di fumare si associa a un alterato controllo metabolico nei diabetici di tipo 2 in uno studio di popolazione, per quanto tempo quest'associazione persiste, e se dipende da variazioni del peso corporeo. «Allo scopo abbiamo svolto uno studio di coorte retrospettivo dal gennaio 2005 al dicembre 2010 su fumatori adulti con diabete di tipo 2 usando i dati del Thin, The Health improvement network, una grande banca dati sulle cure primarie nel Regno Unito» riprende Aveyard, che assieme ai colleghi ha sviluppato specifici modelli di regressione multilivello allo scopo di indagare l'associazione tra la sospensione del fumo, la durata dell'astinenza, le variazioni di emoglobina glicata (HbA1c) e l'effetto delle variazioni di peso. Consultando le cartelle cliniche elettroniche dei medici di medicina generale, i ricercatori britannici hanno identificato retrospettivamente circa 11.000 fumatori con diabete di tipo 2, e nel corso di un follow-up mediano di 6 anni hanno osservato che il 29% di essi ha smesso di fumare per un anno o più. E nei primi dodici mesi di astinenza si è verificato un aumento medio di HbA1c dello 0,21%, non influenzato da altre variabili di potenziale confondimento tra cui l'incremento di peso comune in chi smette di fumare. «Dopo il picco iniziale, tra i diabetici che hanno sospeso il fumo i livelli di HbA1c sono diminuiti gradualmente nell'arco dei tre anni successivi» riprendono gli autori, sottolineando che da precedenti ricerche emerge nei soggetti che si astengono dal fumo una preferenza per i cibi dolci, che potrebbe portare ad un aumento del carico glicemico durante l'astinenza. «Nel diabete di tipo 2, la cessazione del fumo si associa a un deterioramento del controllo glicemico che dura per almeno tre anni. Questo aumento temporaneo, che non è correlato ad alcun aumento di peso, potrebbe aumentare l'incidenza di complicanze microvascolari tra i diabetici, rendendo necessaria una revisione proattiva del controllo glicemico e un tempestivo adattamento della terapia in questo gruppo di pazienti sia prima sia dopo la cessazione del fumo» conclude Aveyard.

Lancet Diabetes Endocrinol. 2015. doi: 10.1016/S2213-8587(15)00082-0


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