apr62012
Sul ddl per il governo clinico la giuria delle Regioni deve ancora esprimere il verdetto finale. I governatori buttano acqua sul fuoco dopo le anticipazioni del Sole-24 Ore sul parere negativo della commissione Salute al disegno di legge che riscrive la governance sanitaria. «Al momento non è stata assunta nessuna posizione ufficiale» è la precisazione che secondo alcune agenzie arriverebbe da una fonte vicina alla presidenza delle Regioni «abbiamo iniziato una discussione e formalizzeremo la nostra posizione la prossima settimana».Rinviate quindi a dopo Pasqua le polemiche tra fautori e detrattori del ddl, anche se il no al ddl espresso l’altro ieri dalla commissione Affari regionali della Camera già basta a far discutere. Anche tra i sindacati della dirigenza: «Secondo la commissione» afferma per esempio Costantino Troise (foto), segretario nazionale di Anaao-Assomed «il disegno di legge violerebbe le competenze dei governi locali ma la considerazione è risibile e per fortuna si tratta solo di un parere. Per quanto riguarda le Regioni, invece, aspettiamo di vedere come si esprimeranno, anche se comunque l’auspicio è quello che si prosegua nella collaborazione tra livello centrale e periferico. Da tempo abbiamo le nostre perplessità sul ddl ma i veti incrociati non portano da nessuna parte».Ancora più duro Riccardo Cassi, presidente di Cimo-Asmd: «Siamo preoccupati da queste anticipazioni» dice «non si può tollerare che siano le Regioni a decidere gli incarichi in base a lottizzazioni o preoccupazioni legate soltanto alla contabilità del sistema. Va garantita l’autonomia dei medici perché se perdiamo questa battaglia non ci saranno più contratti che terranno, vorremmo che su questa linea ci fosse una resistenza a oltranza anche da parte delle altre sigle».