set242010
Coronaroplastica: è sicura leparina non frazionata Cardiologia
Nei pazienti ad alto rischio con sindrome coronarica acuta, senza sovraslivellamento del tratto ST e trattati inizialmente con fondaparinux, limpiego di eparina non frazionata a basso dosaggio, paragonata alla dose standard, non riduce il rischio di sanguinamento maggiore in corso di intervento coronarico percutaneo (Pci) e le complicanze nel sito di accesso vascolare. Questo giudizio di pari sicurezza di due regimi eparinici è lesito di Futura/Oasis-8, un trial in doppio cieco, randomizzato e a gruppi paralleli, svolto in 179 ospedali di 18 Paesi, che ha coinvolto 2.026 pazienti avviati a Pci entro 72 ore. I partecipanti hanno ricevuto per via endovenosa o leparina non frazionata a basso dosaggio (50 U/Kg), indipendentemente dalluso di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa (GpIIb/IIIa), oppure leparina non frazionata a dosaggio standard (85 U/Kg ridotti a 60 U/Kg con gli inibitori GpIIa/IIIb), aggiustate sul tempo di coagulazione attivata (Act). Loutcome principale, composito, comprendeva sanguinamento maggiore o minore e complicazioni maggiori del sito di accesso vascolare fino a 48 ore dopo il Pci. Gli esiti-chiave secondari includevano un outcome composito, formato da sanguinamento maggiore a 48 ore insieme a morte, infarto del miocardio o rivascolarizzazione del vaso bersaglio entro trenta giorni. Loutcome primario è occorso nel 4,7% dei pazienti del gruppo con basso dosaggio, contro il 5,8% del gruppo a dosi standard (Odds ratio, Or: 0,80). I tassi di sanguinamento maggiore sono risultati sovrapponibili nelle due popolazioni, mentre quelli di sanguinamento minore si sono dimostrati inferiori con limpiego di eparina a basse dosi rispetto alluso di dosi abituali (0,7% vs 1,7%, Or: 0,40). Riguardo agli esiti-chiave secondari, i tassi del gruppo a dosi ridotte e di quello a dosaggio standard si sono attestati, rispettivamente, su 5,8% e 3,9% (Or: 1,51), in particolare su 4,5% e 2,9% (Or: 1,58) in relazione alla triade morte, infarto, rivascolarizzazione; molto bassa, infine, la frequenza di trombosi dello stent (0,5% vs 0,1%).
JAMA, 2010 Aug 31. [Epub ahead of print]
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20805623