Ginecologia

giu62012

Contraccezione e trombosi, rischi più alti con patch e anelli vaginali

Dall'università di Copenhagen i dati di un ampio studio di coorte, lungo un periodo di 9 anni, rileva che le donne che fanno uso di cerotti transdermici o anelli vaginali per la contraccezione hanno un aumento di 7,9 e 6,5 volte del rischio di trombosi venosa, rispetto a coetanee non utilizzatrici di contraccezione ormonale

La maggior parte dei dati relativi al rischio aumentato di trombosi venosa (Tv) legato all'uso di contraccettivi riguarda quelli orali. Ora arrivano dall'università di Copenhagen i dati di un ampio studio di coorte che ha preso in considerazione - lungo un periodo di 9 anni - tutte le donne di età compresa tra 15 e 49 anni utilizzatrici di metodi anticoncezionali assunti per via non orale, quali cerotti transdermici, anelli vaginali, dispositivi intrauterini e impianti sottocute. I ricercatori hanno tratto le informazioni da quattro registri nazionali, comprendenti tutte le diagnosi effettuate durante i ricoveri ospedalieri. Nel caso della Tv, la conferma è stata ricavata dalla prescrizione di una terapia anticoagulante seguita per almeno 4 settimane.

Eventi molto più probabili con patch e anelli vaginali
I principali outcome valutati sono stati il tasso di incidenza di Tv nelle utilizzatrici di questi metodi contraccettivi e il rischio relativo di Tv rispetto allo standard della somministrazione orale (Os) basato su levonorgestrel e 30-40 microg di estrogeno. In 9.429.128 anni-donna di osservazione, sono stati registrati 5.287 primi eventi di Tv, dei quali 3.434 confermati. Il tasso di incidenza di eventi confermati, nelle donne non utilizzatrici di metodi contraccettivi ormonali, è stato di 2,1 per 10.000 anni-donna. Rispetto a queste ultime, dopo aggiustamento per fattori confondenti il rischio relativo (Rr) di Tv per quante facevano uso di sistemi transdermici o di anelli vaginali è risultato pari, rispettivamente, a 7,9 e 6,5, corrispondenti a 9,7 e 7,8 eventi per 10.000 anni-esposizione. Il rischio è apparso solo leggermente aumentato in chi ricorreva a impianti sottocutanei (Rr: 1,4) ma non nelle utilizzatrici del sistema intrauterino con levonorgestrel (Rr: 0,6). Facendo un confronto con le donne che assumevano contraccettivi orali combinati contenenti levonorgestrel, il Rr di Tv nelle utilizzatrici di patch transdermici e di anello vaginale si è attestato rispettivamente a 2,3 e 1,9.

Più sicuri i metodi basati soltanto su progestinici
Il fatto che il ricorso a cerotti transdermici combinati porti a un rischio di Tv aumentato di circa 9,7 volte rispetto al non uso di metodi contraccettivi ormonali (e doppio a confronto di quello legato a contraccettivi per os) è supportato – secondo gli autori – da studi farmacocinetici che mostrano come le donne con patch, rispetto a quante assumono gli ormoni per via orale, hanno livelli estrogenici nel plasma più elevati del 60%. L'anello vaginale, che determina un rischio aumentato di Tv del 90% rispetto ai contraccettivi orali contenenti levonorgestrel, rispetto a questi ultimi causa una crescita di 3-5 volte di sex hormon binding globulin. Non è considerato sorprendente il basso aumento di rischio provocato dagli impianti sottocutanei e dai dispositivi intrauterini, in quanto entrambi basati solo su progestinici, dal ruolo minore rispetto agli estrogeni in quest'ambito.

Bmj, 2012; 344:e2990


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