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nov302022

Infertilità, il numero di spermatozoi è in costante calo. Una metanalisi fa il punto

Il numero di spermatozoi è in caduta libera in tutto il mondo da 50 anni, questi i risultati di una recente metanalisi su più di 50 paesi recentemente pubblicata sulla rivista Human Reproduction Update.

Lo studio, guidato dall'Università Ebraica di Gerusalemme, analizza i dati tra il 1973 e il 2018 in 53 Paesi del Sudamerica, dell'Asia e dell'Africa, aree geografiche per le quali non c'erano molte informazioni. Tra il 1973 e il 2018 in media la quantità di spermatozoi nello sperma umano si è più che dimezzata riducendosi dell'1% circa ogni anno fino al 2000, quando si è iniziata a registrare una riduzione annuale ancora più marcata, di oltre il 2,6%.
La nuova analisi conferma ed amplia un precedente articolo del 2017, pubblicato sulla stessa rivista dallo stesso gruppo di ricerca, che aveva preso in considerazione solo Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda.
La nuova ricerca include dati di 57mila uomini raccolti tramite 223 studi condotti in 53 paesi, producendo 288 stime basate su campioni di sperma raccolti 1973-2018, cosa che la rende la più grande analisi mai fatta sull'argomento. I risultati mostrano che, in questi 45 anni, la concentrazione di spermatozoi negli uomini non sterili è diminuita di oltre il 51%, da 101,2 milioni a 49 milioni di spermatozoi per millilitro di liquido seminale. Secondo il gruppo di ricerca, la riduzione di spermatozoi in quelle parti del mondo è comparabile a quella che era stata rilevata nel precedente studio del 2017.
Le cause alla base di questa riduzione, tuttavia, restano ancora sconosciute: tra quelle ipotizzate, l'esposizione a inquinamento, plastica, fumo, droghe e farmaci, nonché obesità e cattiva alimentazione.

La minore concentrazione di spermatozoi è ancora ampiamente all'interno dell'intervallo considerato normale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che varia tra 15 milioni e 200 milioni di spermatozoi per millilitro. Inoltre, il numero di spermatozoi non è l'unico fattore che influisce sulla fertilità: gioca un ruolo cruciale anche la velocità del movimento, che non è stata misurata in questa circostanza. Tuttavia, essendo questa una misura media, fanno notare gli autori, è probabile che il numero di uomini che fa fatica o non riesca affatto a portare a frutto un concepimento sia in maggior aumento.
Inoltre, il fatto che non conosciamo le ragioni di questo declino evidenzia la necessità di ulteriori ricerche per prevenire danni più gravi alla salute riproduttiva maschile.
I ricercatori hanno affermato che il "declino sostanziale e persistente è ora riconosciuto come una significativa preoccupazione per la salute pubblica" e che sono urgentemente necessarie ulteriori ricerche sulle cause del declino per prevenire ulteriori disturbi alla salute riproduttiva maschile. "Ci auguriamo che le nuove prove qui fornite ricevano l'attenzione non solo dei clinici e degli scienziati, ma anche dei decisori politici e della popolazione in generale", hanno poi concluso.
Nel 2018, un gruppo di importanti medici e scienziati ha chiesto ai governi di riconoscere la diminuzione della fertilità maschile come un grave problema di salute pubblica e di riconoscere l'importanza della salute riproduttiva maschile per la sopravvivenza della specie umana.
"Penso che sia una crisi globale, che faremmo meglio ad affrontare ora, prima che possa raggiungere un punto critico che potrebbe diventare irreversibile", ha affermato il prof. Hagai Levine, primo autore della ricerca, commentando la ricerca al giornale 'The Guardian'.
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