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giu212022

Inquinamento e aspettativa di vita, nel mondo si perdono più di due anni a persona

L'inquinamento ambientale, ormai diventato una situazione cronica, è in grado di ridurre l'aspettativa di vita media mondiale di oltre due anni a persona, secondo quanto riferisce un rapporto pubblicato dall'Energy Policy Institute della University of Chicago (EPIC) sul sito web che presenta il programma Air Quality Life Index (AQLI), che converte le concentrazioni di inquinamento nell'impatto sulla durata della vita.
AQLI si basa sulla ricerca del direttore dell'EPIC Michael Greenstone, che ha quantificato la relazione causale tra l'esposizione umana all'inquinamento atmosferico e la riduzione dell'aspettativa di vita. «La combinazione di questa analisi con misurazioni dell'inquinamento altamente localizzate fornisce una visione senza precedenti del vero costo dell'inquinamento atmosferico nelle comunità di tutto il mondo. Attraverso la nostra piattaforma interattiva, gli utenti possono vedere non solo quanto è inquinata la loro comunità, ma anche quanto tempo potrebbero vivere se la loro comunità rispettasse le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) o gli standard nazionali» afferma Christa Hasenkopf, direttrice del programma.
Dal documento si evince che l'impatto dell'inquinamento è paragonabile a quello del fumo, e di gran lunga peggiore di quello dell'HIV/AIDS o del terrorismo. Lo studio avverte che l'inquinamento atmosferico come problema di salute pubblica è stato trascurato, con finanziamenti ancora inadeguati per affrontare il problema, tanto che, secondo un'indagine pubblicata all'inizio di quest'anno, nel 2021 nessun paese è riuscito a soddisfare lo standard di cinque microgrammi per metro cubo raccomandato dall'OMS per i livelli di PM2,5.
Gli esperti, che hanno utilizzato dati satellitari per misurare i livelli di PM2,5, hanno trovato che più del 97% della popolazione mondiale vive in aree in cui l'inquinamento atmosferico supera i livelli raccomandati. I ricercatori ritengono che se i livelli medi globali di PM2,5 all'aperto fossero ridotti e raggiungessero i cinque microgrammi per metro cubo, l'aspettativa di vita media aumenterebbe in media di 2,2 anni.
Scendendo nel dettaglio, secondo il documento i residenti dell'Asia meridionale perderebbero circa cinque anni di vita a causa dello smog, con l'India da sola a rappresentare il 44% circa dell'aumento mondiale dell'inquinamento atmosferico dal 2013. I residenti della Cina potrebbero vivere in media 2,6 anni in più se venissero rispettati gli standard dell'OMS, anche se l'aspettativa di vita in tale paese è migliorata di circa due anni dal 2013, quando il governo ha iniziato una "guerra all'inquinamento" che ha ridotto il PM2,5 di circa il 40%.
«Ora che la nostra comprensione dell'impatto dell'inquinamento è migliorata, c'è un motivo più forte per cui i governi devono dare la priorità a questa faccenda. Diventa infatti evidente che le politiche che riducono l'uso di combustibili fossili possono consentire alle persone di vivere una vita più lunga e più sana, oltre a ridurre i rischi di cambiamenti climatici dirompenti» conclude Hasenkopf.

AQLI
https://bit.ly/3mIcQ6W
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