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dic42018

Mentire al medico: la maggior parte dei pazienti lo fa per non essere giudicato

Secondo quanto hanno riscontrato i ricercatori di alcune università statunitensi analizzando i dati derivati da un sondaggio online i pazienti non sono sinceri con il loro medico quando devono ammettere di non aver seguito abitudini sane o dichiarare di non avere seguito un consiglio. In uno studio pubblicato su JAMA Network Open si legge infatti che il 60-80% delle persone mente al proprio curante su informazioni che potevano essere rilevanti per la propria salute. Quando gli intervistati hanno spiegato il perché di questa scarsa trasparenza, la maggior parte ha detto di voler evitare di essere giudicato e di non voler ricevere una lezione su quanto certi comportamenti fossero inadeguati, e più della metà di essersi trovato troppo in imbarazzo nel dire la verità. «La maggior parte delle persone vuole che il proprio medico pensi bene di loro. Sono preoccupati di essere catalogati come persone che non prendono decisioni giuste» afferma Angela Fagerlin, della University of Utah Health e del VA Salt Lake City Health System's Informatics Decision-Enhancement and Analytic Sciences (IDEAS) Center for Innovation e autrice senior dello studio. I ricercatori hanno voluto approfondire la relazione medico-paziente tramite un sondaggio nazionale sviluppato con il contributo di medici, psicologi, ricercatori e gente comune, rivolto a due popolazioni, la prima composta da 2.011 partecipanti con una media di 36 anni di età, la seconda da 2.499 partecipanti con età media di 61 anni. Ai partecipanti sono stati presentati sette scenari comuni in cui un paziente potrebbe sentirsi incline a nascondere i comportamenti relativi alla salute al proprio medico ed è stato loro chiesto di selezionare le situazioni che fossero capitate a loro e perché avessero fatto quella scelta. In entrambi i sondaggi, era più probabile che le donne più giovani che riferivano di essere in cattive condizioni di salute segnalassero di aver omesso di rivelare informazioni importanti dal punto di vista medico al proprio medico.

«Sono sorpreso che un numero così cospicuo di persone abbia scelto di nascondere informazioni relativamente benigne e che lo abbia ammesso. Dobbiamo anche considerare l'interessante limitazione del sondaggio per cui i partecipanti potrebbero invece aver nascosto informazioni anche su ciò che non hanno comunicato, il che significherebbe che il nostro studio ha sottovalutato quanto sia prevalente questo fenomeno» dice la prima autrice dello studio, Andrea Gurmankin Levy, del Middlesex Community College di Middletown, negli Stati Uniti. Se i pazienti nascondono informazioni riguardo la loro alimentazione o la loro compliance alla terapia possono presentarsi implicazioni significative per la loro salute, soprattutto se hanno un malattia cronica.

Per questo i ricercatori sperano di ripetere lo studio e di organizzarsi in modo da parlare di persona con i pazienti immediatamente dopo una visita dal medico, mentre l'esperienza è ancora fresca nelle loro menti, per aiutare a identificare altri fattori che influenzano le interazioni medico-paziente. Sarà importante capire per esempio se i pazienti siano più sinceri con i medici che conoscono da più tempo, oppure se il comportamento del medico stesso possa essere alla base dell'esitazione del paziente.

JAMA Network Open 2018. Doi: 10.1001/jamanetworkopen.2018.5293 https://jamanetwork.com/journals/jamanetworkopen/fullarticle/2716996
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