Diritto Sanitario

feb92018

Obbligo delle amministrazioni pubbliche di recuperare le somme corrisposte per indebito oggettivo

La ripetizione delle somme corrisposte dall'amministrazione al pubblico dipendente è, di regola, una conseguenza automatica dell'annullamento di un illegittimo atto attributivo di un trattamento economico, sicché a tal fine non vi è luogo ad alcuna valutazione comparativa di interessi. La consolidata giurisprudenza in materia di recupero di somme indebitamente erogate dalla pubblica amministrazione ai propri dipendenti , è nel senso di ritenere che detto recupero abbia carattere di doverosità e che esso, privo di valenza provvedimentale, costituisca esercizio, ai sensi dell'art. 2033 c.c., di un vero e proprio diritto soggettivo a contenuto patrimoniale, al quale la pubblica amministrazione non può rinunciare, in quanto correlato al conseguimento di quelle finalità di pubblico interesse, cui sono istituzionalmente destinate le somme indebitamente erogate; in tali ipotesi l'interesse pubblico è in re ipsa e nemmeno richiede specifica motivazione in quanto, a prescindere dal tempo trascorso, l'atto oggetto di recupero produce di per sé un danno per l'amministrazione, consistente nell'esborso di denaro pubblico senza titolo, ed un correlativo vantaggio ingiustificato per il dipendente. In questa prospettiva le situazioni di affidamento e di buona fede dei percipienti possono rilevare ai soli fini delle modalità con cui il recupero deve essere effettuato, in modo cioè da non incidere in maniera eccessivamente onerosa sulle esigenze di vita del dipendente (o dei suoi eredi). (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
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