Focus

feb52018

Relazione Asco, l'immunoterapia CAR-T è il culmine di un anno ricco di approvazioni

Clinical Cancer Advances 2018, la relazione annuale della American Society of Clinical Oncology (Asco) pubblicata sul Journal of Clinical Oncology, evidenzia l'immunoterapia CAR-T come il più importante progresso nella cura clinica dei tumori, in un anno che ha visto approvare ben 31 nuove terapie per più di 16 tipi di cancro da parte della Food and Drug Administration (Fda) statunitense.
«Tisagenlecleucel (Kymriah, Novartis) è il primo trattamento in grado di cambiare davvero le carte in tavola nella leucemia linfoblastica acuta (ALL) ricorrente, uno dei tumori più comuni nei bambini» dice John Heymach, che ha guidato il gruppo di lavoro.
La relazione ricorda inoltre che una seconda terapia con cellule T, axicabtagene ciloleucel (Yescarta, Kite Pharma), è stata approvata per il trattamento di adulti con alcuni tipi di linfoma, e che altre terapie di questo genere sono in fase di approvazione. Tuttavia, gli autori non dimenticano il problema del costo di queste cure, infatti Kymriah ha un prezzo di ben 475.000 dollari e Yescarta di 373.000 dollari, e il rimborso non è per nulla facile da ottenere.
La carrellata delle novità prosegue con pembrolizumab (Keytruda, Merck & Co), trattamento immunoterapico basato esclusivamente sulle caratteristiche genetiche del cancro, piuttosto che sul tipo di tumore o la sua posizione nel corpo, che ha ricevuto l'approvazione accelerata dalla FDA per l'uso in qualsiasi tipo di tumore solido negli adulti e nei bambini con deficit di mismatch repair o elevata instabilità dei microsatelliti. Anche larotrectinib, farmaco in fase di sviluppo di Loxo Oncology, utilizza lo stesso approccio, ma ha un meccanismo di azione più preciso.
La relazione osserva poi che un recente studio si è occupato dei notevoli benefici ottenuti tramite uno strumento basato sul web in cui i pazienti hanno segnalato i sintomi più comuni in tempo reale durante i vari trattamenti, con azione immediata dei medici sulla terapia, e conseguente miglioramento della sopravvivenza.
Gli autori si soffermano anche sui numerosi progressi per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), tra cui evidenziano due nuove opzioni terapeutiche: la terapia mirata con alectinib (Alecensa, Roche) per tumori ALK-positivi (circa 5% del totale), e l'immunoterapia con pembrolizumab in stadio avanzato e durvalumab (Imfinzi, AstraZeneca) in stadio precoce. Attualmente, tre inibitori del checkpoint sono approvati per NSCLC precedentemente trattati, nivolumab, pembrolizumab, e atezolizumab (Tecentriq, Genentech/Roche).
Il carcinoma della vescica è un altro tipo di tumore per il quale l'immunoterapia ha trasformato le prospettive per i pazienti, con le approvazioni di atezolizumab, nivolumab, avelumab (Bavencio, EMD Serono), pembrolizumab e durvalumab.
Per quanto riguarda invece il glioblastoma, uno dei tipi più comuni e più letali di cancro al cervello negli adulti, si mettono in evidenza due nuove strategie che possono allungare la sopravvivenza: i campi elettrici (TTField), e l'aggiunta di temozolomide alla terapia standard.
Per le donne con cancro al seno, la FDA ha recentemente approvato olaparib per l'uso nel cancro della mammella BRCA-positivo, che rappresenta fino al 3% di tutti i tumori al seno.
Per il carcinoma prostatico localizzato, e per quello avanzato, invece, vengono elencati diversi studi che permetteranno al clinico di mettere in discussione il piano terapeutico per ogni singolo paziente.
Gli autori del rapporto presentano da ultimo alcuni casi in cui parlando di chemioterapia, 'less is more', meno è meglio, in quanto talvolta una terapia troppo aggressiva non migliora la sopravvivenza, ma peggiora la qualità della vita e porta più effetti indesiderati.

Journal of Clinical Oncology 2018. Doi: 10.1200/JCO.2017.77.0446


Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community