Diritto Sanitario

lug172017

La Asl non può limitare la acquisizione di scelte da parte di assistiti residenti

L'Amministrazione appellante sostiene che gli accordi collettivi nazionali del 23 marzo 2005 e 29 luglio 2009 prevedono che l'assistenza sanitaria sia organizzata in via prioritaria per ambiti comunali ai sensi dell'art. 25 della L. 23 dicembre 1978, n. 833. Secondo i Giudici invece la norma richiamata stabilisce che "l'assistenza medico-generica e pediatrica è prestata dal personale dipendente o convenzionato del servizio sanitario nazionale operante nelle unità sanitarie locali o nel comune di residenza del cittadino".

La norma quindi indica che il servizio può essere organizzato per unità sanitarie locali o per comuni, ma non stabilisce affatto che quest'ultima è l'unica organizzazione possibile. Di conseguenza, solo l'organizzazione dell'assistenza su base comunale consacrata in specifici atti di programmazione, aperti anche all'impugnazione - fra gli altri - dei medici interessati può costituire impedimento all'acquisizione, da parte dei sanitari di base, di scelte al di fuori del proprio ambito comunale. (Avv.Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community