lug182012
I ticket di dieci euro per la specialistica ambulatoriale e di 25 per il pronto soccorso, inizialmente previsti dalla Finanziaria 2007 e reintrodotte con la Manovra del luglio dell’anno scorso targata Tremonti, non sono incostituzionali. Mentre lo è la parte del decreto sulla compartecipazione alla spesa che scatterà nel 2014 che lascia la sua introduzione a un regolamento del ministro della Salute e dell’Economia. È questo il contenuto della sentenza della Corte costituzionale (187/2012 del 4 luglio), chiamata a decidere sulla legittimità della Manovra del 2011 dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto. Secondo la Corte, infatti, «la disciplina in materia di compartecipazione al costo delle prestazioni sanitarie persegue un duplice scopo: l’esigenza di adottare misure efficaci di contenimento della spesa sanitaria e la necessità di garantire, nello stesso tempo, a tutti i cittadini, a parità di condizioni, una serie di prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza (entrambe fornite di basi costituzionali)».Per questo di per sé non è una misura illegittima. Inoltre, «la disposizione impugnata lascia alle Regioni la possibilità di scegliere in un ventaglio di strumenti concreti da utilizzare per raggiungere gli obiettivi di riequilibrio finanziario». Per quanto riguarda, invece, il ticket del 2014, la Corte osserva che «le misure di compartecipazione attengono sia ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, la cui determinazione è riservata alla potestà legislativa esclusiva statale, sia al coordinamento della finanza pubblica e alla tutela della salute, oggetto della potestà legislativa concorrente dello Stato e delle Regioni». Ma lo Stato, è la conclusione, «può esercitare la potestà regolamentare solo nelle materie nelle quali abbia competenza esclusiva».