nov252011
Conciliazione obbligatora al palo. Troppi i nodi irrisolti
La conciliazione obbligatoria - entrata in vigore il 21 marzo per le cause civili, a eccezione di liti condominiali e Rc auto - fatica a prendere piede, almeno stando ai dati dei primi sei mesi arrivati dal ministero della Giustizia. Una situazione che si riflette abbastanza nel campo sanitario, anche se qui medici e cittadini, una volta partito il procedimento, sembrano avere un tasso di presenze maggiore, almeno negli Ordini che hanno già attivato la camera di conciliazione. Secondo il Ministero, nei primi sei mesi sono 33.808 i procedimenti iscritti per tutte le materie interessate e 19.388 quelli che sono stati definiti. Ma di questi, quasi il 70% si è concluso senza arrivare a un’intesa, mentre sono all’incirca 3mila i casi andati a buon fine. E nella maggioranza delle volte (circa il 70%) una delle parti non si è nemmeno presentata, rimanendo contumace. Un quadro molto diverso dagli auspici del Ministero, che puntava all’abbattimento di 280mila cause. E anche nel settore sanitario la conciliazione non sta ancora dando i risultati sperati: «Per quanto ci riguarda» spiega Gabriele Peperoni, responsabile Fnomceo della materia e presidente Omceo Napoli (in fase di rinnovo elettorale) «nella maggior parte dei casi le parti si sono presentate, il che è positivo, anche se non sempre si è raggiunto l’accordo. In generale, non aiuta il fatto che la Corte costituzionale non si sia ancora espressa sulla legittimità dell’istituto e forse si tratta di una cultura che ancora fatica a diffondersi, soprattutto tra alcuni avvocati». «Un altro elemento deterrente» spiega Mario Falconi, presidente dell’Omceo Roma, che ha da poco ricevuto l’autorizzazione al suo organismo di conciliazione interno, «è il fatto che le assicurazioni non siano state coinvolte e che non sia stata prevista la presenza obbligatoria durante il procedimento di un ausiliario medico. Per quanto ci riguarda, stiamo stipulando in questi giorni un accordo con l’Ordine degli avvocati per prevedere la partecipazione di un esperto in tematiche mediche anche all’interno della loro camera di conciliazione. E presto consegneremo le nostre considerazioni al nuovo Ministro, nella speranza che con l’entrata in vigore della mediazione anche per le cause condominiali e la Rc auto, nella primavera 2012, si riapra la discussione sull’istituto».