Clinica

giu112012

Con pioglitazone sale rischio di tumore alla vescica

Un’indagine inglese condotta su 115.727 schede di pazienti fornite da 600 medici di base ha stabilito che l’utilizzo di pioglitazone nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 si associa a un aumento di rischio incidente di tumore alla vescica. Le osservazioni coprono il periodo tra il 1988 e il 2009, durante il quale i soggetti diabetici hanno ricevuto agenti ipoglicemizzanti orali e a 470 di loro è stato diagnosticato un cancro alla vescica durante il follow-up, per una frequenza calcolata in 89,4 casi ogni 100.000 persone-anno. I 376 casi in cui la diagnosi di tumore è avvenuta entro il primo anno sono stati confrontati con 6.699 casi di controllo. Complessivamente, il fatto di aver assunto pioglitazone si è associato a un aumento della frequenza di tumore alla vescica dell’83%. L’incidenza è aumentata in funzione della durata dell’utilizzo del farmaco, raggiungendo i valori più elevati nei soggetti esposti per oltre 24 mesi e in coloro che sono stati sottoposti a un dosaggio cumulativo superiore a 28.000 mg. Secondo gli autori l’associazione è stata probabilmente sottostimata negli studi osservazionali compiuti finora; “tuttavia” spiegano “nonostante il notevole aumento della frequenza di questo tipo di tumore, in termini assoluti il rischio associato al pioglitazone è basso, quindi medici e pazienti dovrebbero valutare complessivamente i rischi e i benefici connessi a questa terapia”.

Bmj, 2012; 344:e3645


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