Clinica

lug12008

Comorbidità vanificano controllo glicemico

Endocrinologia-diabete

Nei pazienti anziani con diabete di tipo 2 portatori di comorbidità o danni funzionali, i benefici del controllo glicemico intensivo con un valore massimo di HbA1c del sette percento sono soltanto modesti. La possibilità che i pazienti più anziani e malati debbano o meno adottare il regime farmacologico intensivo necessario ad ottenere un controllo glicemico intensivo è un’area di continua controversia clinica e sanitaria. Dato che questi pazienti vengono di solito esclusi dagli studi controllati, è stata usata una simulazione computerizzata per dirimere la questione. In base a quanto emerso, i benefici del controllo glicemico intensivo diminuiscono con l’aumento del livello di comorbidità e declino funzionale, ma l’età di per s� non è un fattore determinante primario del fenomeno. E’ dunque clinicamente ragionevole diminuire il target glicemico in questi pazienti, purchè in presenza di comorbidità significative e danni funzionali permanenti. (Ann Intern Med 2008; 149: 11-9)
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