feb152012
Comitati etici locali a rischio chiusura
La cultura medica deve essere luogo di dialogo non di imposizione. Così Gianni Tognoni, presidente del Comitato etico di Trento, commenta una proposta legislativa potenzialmente dirompente che modifica le competenze dei comitati etici
«La cultura medica deve essere luogo di dialogo non di imposizione». Così Gianni Tognoni, presidente del Comitato etico di Trento, commenta una proposta legislativa potenzialmente dirompente che modifica le competenze dei comitati etici. Il decreto in questione è quello del 24 gennaio 2012 recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” nel quale è stato introdotto un emendamento che «sostanzialmente prevede di chiudere i Comitati etici locali o di farne semplicemente degli “impiegati”». Infatti, l’art. 85 del citato decreto elimina esplicitamente la possibilità per i Comitati etici dei centri satelliti di giudicare tutti gli aspetti del protocollo (comma d) e limita il loro ambito di competenza alla valutazione della fattibilità locale della sperimentazione e all’accettazione o al rifiuto nel suo complesso del parere favorevole del comitato etico di coordinamento (comma c). Una burocratizzazione che secondo Tognoni «non aumenta l’efficienza come auspicato e rende meno qualificato il lavoro dei Comitati etici». In questo modo, secondo il presidente del Comitato etico di Trento «viene impedito il dialogo che invece è fondamentale in queste procedure». Proprio in quest’ottica in un recente seminario nel capoluogo trentino si è discusso della possibilità di creare un gruppo collaborativo permanente che è di prossima realizzazione. Nel frattempo i partecipanti al seminario hanno definito un’azione congiunta per evitare che questa modifica venga convertita in Legge.
Marco Malagutti