Pediatria

lug192011

Come ridurre l'abuso di audiovisivi nei bambini

Gli interventi finalizzati a ridurre il tempo in cui i bambini restano davanti a monitor e televisione, ma anche piccoli schermi come quelli di telefonini, ipod, lettori MP3, videogiochi, hanno un piccolo ma significativo effetto. È un campo di ricerca in espansione riassunto da una metanalisi

Le raccomandazioni dell'American academy of pediatrics parlano chiaro: i bambini di età superiore ai due anni non dovrebbero passare più di due ore davanti a uno schermo televisivo o a un monitor. Soltanto il 57% dei bambini di età compresa tra 2 e 15 anni, però, rispetta queste indicazioni. I rischi correlati all'abuso di dispositivi elettronici sono infatti noti e drammaticamente reali: sovrappeso, insonnia, disordini alimentari, difficoltà di apprendimento e di attenzione, problemi caratteriali. Inoltre, troppe ore davanti al video - ma anche piccoli screen come quelli di telefonini, iPod, Mp3 players, videogame - portano a un'eccessiva esposizione nei confronti di eventi drammatici e violenti, con inevitabili ripercussioni negative sulla psiche dei bambini. Per invertire questa tendenza sempre più diffusa, sono state sviluppate numerose strategie per ridurre il tempo speso di fronte a un monitor, ma a oggi mancava una revisione sistematica di questi interventi. L'obiettivo che si è posto l'équipe coordinata da Dayna Maniccia, della State uUniversity of New York, è stato quello di analizzare gli studi pubblicati finora ed evidenziarne, sulle pagine di Pediatrics, i risultati più significativi.

Ventinove studi considerati
Per mezzo di una ricerca sistematica, sono stati considerati, tra il 1985 e il 2008, tutti gli studi pubblicati in lingua inglese che avessero le seguenti caratteristiche: descrivere un determinato intervento o una particolare strategia mirati al miglioramento dei comportamenti nei bambini dalla nascita fino al compimento del diciottesimo anno di età; delineare i risultati di un intervento per ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo televisivo; paragonare gli obiettivi raggiunti in diversi gruppi, da quelli di controllo a quelli "trattati"; comprendere non solo gli schermi televisivi ma ogni forma di audiovisivo, tra cui monitor di computer, dvd player ecc.; confrontare la visione della televisione con le altre tipologie di monitor. Tra tutti i 3002 studi potenziali presi in considerazione per la meta-analisi, soltanto 33 sono stati considerati idonei per realizzare la ricerca, ridottisi a 29 in fase conclusiva di elaborazione.

Le categorie più a rischio
Le caratteristiche di ogni studio preso in esame per la meta-analisi sono dettagliate nell'articolo pubblicato su Pediatrics. Le tabelle 1 e 2 forniscono tutti i dati che permettono di capire come interventi mirati possano portare a una riduzione delle ore trascorse davanti alla televisione e al conseguente miglioramento dello stato psico-fisico del bambino. Fondamentale, sottolineano Manaccia e colleghi, è il coinvolgimento dei genitori, il cui supporto è insostituibile per il conseguimento di risultati significativi. Tra le varie fasce d'età, quella che richiede una maggiore attenzione comprende bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, non a caso quelli più monitorati nelle varie ricerche pubblicate in letteratura.

Prima cosa: via la tv dalla stanzetta
I risultati conclusivi di questa meta-analisi suggeriscono che si possono intraprendere percorsi efficaci per limitare l'abuso di televisione e affini nei giovanissimi. Ridurre le ore trascorse davanti a uno schermo televisivo determina un netto miglioramento della salute, con particolare riguardo al soprappeso. Un consiglio pratico che emerge dalla meta-analisi, ovviamente poco gradito dai bambini, è quello di eliminare dalla cameretta televisioni e consolle di videogiochi, per far sì che i ragazzi non passino ore davanti a un video proprio prima di andare a dormire. È poi bene ribadire che i genitori, supportati quando possibile dal pediatra di fiducia, ricoprono un ruolo di primissimo piano nell'educazione dei figli a un uso consapevole degli audiovisivi.


Pediatrics published online June 27, 2011


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