Clinica

dic62017

Tumori polmonari non a piccole cellule, combinazione di due farmaci aumenta risposta a immunoterapia

Secondo uno studio pubblicato su Cell, una nuova terapia combinata, che utilizza farmaci noti come terapia epigenetica, potrebbe innescare una risposta migliore all'immunoterapia nei tumori polmonari non a piccole cellule. La terapia ha raggiunto robuste risposte contro il cancro in linee tumorali cellulari umane e murine, convincendo i ricercatori dell'opportunità di avviare un trial clinico. «Abbiamo combinato un farmaco demetilante, 5-azacitidina, che come effetto riattiva chimicamente una qualche capacità dei geni oncosoppressori di mettersi all'opera, con uno di tre farmaci della classe degli inibitori delle istone deacetilasi (HDAC). La terapia di combinazione ha innescato una cascata chimica che ha aumentato l'attrazione delle cellule immunitarie verso la lotta contro il tumore e ha diminuito la funzionalità del gene del cancro MYC» spiega Stephen B. Baylin, della Johns Hopkins School of Medicine, The Sidney Kimmel Comprehensive Cancer Center di Baltimora, negli Stati Uniti, autore senior dello studio. Sulla base di questi risultati i ricercatori hanno iniziato una sperimentazione clinica della terapia combinata in pazienti con cancro ai polmoni non a piccole cellule in stadio avanzato. In una serie di esperimenti, hanno studiato la combinazione di 5-azacitidina con i tre inibitori HDAC entinostat, mocetinostat o givinostat sulle linee cellulari tumorali umane e su modelli di tumori polmonari a piccole cellule murini. I risultati hanno mostrato che i trattamenti alteravano il microambiente polmonare. Nelle linee cellulari tumorali, la 5-azacitidina ha funzionato contro il gene del cancro MYC, causando la regolazione verso il basso dell'intero programma di segnalazione di MYC. L'aggiunta di inibitori HDAC ha ulteriormente regolato MYC, e insieme i farmaci hanno successivamente causato azioni che hanno impedito la proliferazione della cellula tumorale, attirando contemporaneamente più cellule T del sistema immunitario nell'area del tumore e attivando queste cellule per il riconoscimento del tumore. Nei modelli murini è stata osservata una risposta più forte quando si utilizzava 5-azacitidina con l'aggiunta di givinostat.

Cell Volume 171, Issue 6, p1284-1300.e21, 30 November 2017
http://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(17)31244-8
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