Clinica

ott102018

Tricomoniasi, una sola dose di trattamento potrebbe non bastare

Secondo un nuovo studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases, la terapia di routine per la tricomoniasi, che consiste in una sola dose di metronidazolo o tinidazolo, non sarebbe sufficiente per eliminare del tutto la malattia. «La tricomoniasi, una comune malattia sessualmente trasmessa e curabile, può causare gravi complicazioni alla nascita e rendere le persone più sensibili all'HIV. La maggior parte delle donne affette non ha sintomi, ma nonostante questo l'infezione causa problemi nascosti» spiega Patricia Kissinger, della Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine, che ha diretto il gruppo di lavoro.

I ricercatori hanno reclutato più di 600 donne a New Orleans, Jackson (Mississippi) e Birmingham (Alabama), e le hanno randomizzate ad assumere una singola dose di metronidazolo oppure un trattamento di sette giorni. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che la probabilità di avere ancora l'infezione dopo il trattamento si dimezzava nelle donne che avevano ricevuto più dosi del farmaco rispetto alle donne che avevano assunto solo una dose. «Ci sono circa 3,7 milioni di nuovi casi di tricomoniasi ogni anno negli Stati Uniti. Questo significa che moltissime donne non hanno ricevuto cure adeguate per decenni» affermano gli autori. I ricercatori sottolineano che la tricomoniasi può causare parto pretermine in donne in gravidanza e maggiori probabilità di basso peso alla nascita nei bambini nati da madri infette, ma soprattutto che la presenza di questo parassita può aumentare il rischio di essere contagiate dall'HIV o di diffonderlo. Gli autori sperano che questo studio possa aiutare a cambiare le raccomandazioni, in particolare quelle dei Centers for Disease Control and Prevention, in modo che le donne possano ottenere un trattamento adeguato per questa patologia. «Abbiamo bisogno di interventi evidence based per migliorare la salute. Non è possibile al giorno d'oggi continuare a usare una terapia solo perché è quella che siamo abituati ad applicare» conclude Kissinger.

Lancet Infectious Diseases 2018. Doi: 10.1016/S1473-3099(18)30423-7 https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(18)30423-7/fulltext
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