Clinica

ott122018

Trasferimento autologo di grasso post-mastectomia: i rischi di recidiva non aumentano

Dati di follow-up a lungo termine non hanno rivelato un aumento del rischio di recidiva del cancro al seno nelle donne che hanno ricevuto un impianto di grasso autologo invece dei metodi convenzionali di ricostruzione della mammella. Questa è la conclusione a cui è giunto uno studio pubblicato su JAMA Surgery, e guidato da Todor Krastev, del Maastricht University Medical Centre, nei Paesi Bassi. I ricercatori hanno valutato le cartelle di pazienti sottoposte a trasferimento di grasso autologo tra il 2006 e il 2014, appaiandole per controllo a pazienti con caratteristiche simili non sottoposte a tale procedura. L'analisi ha mostrato che, dopo un periodo medio di cinque anni, si sono verificate otto recidive locali di carcinoma mammario nel gruppo trattato con trasferimento del grasso (287 donne) rispetto a 11 nel gruppo di controllo (300 donne). Inoltre, i tassi di recidiva a distanza erano simili tra i due gruppi, e anche la mortalità non risultava aumentata nel gruppo di intervento. I ricercatori sottolineano che la natura retrospettiva dello studio è una limitazione, ma che la creazione di studi prospettici o randomizzati è molto difficile a causa di preoccupazioni pratiche ed etiche, e che i risultati non eliminano la possibilità che sia ancora presente un'associazione tra trasferimento autologo di grasso e recidiva del cancro.

«C'è un'urgente necessità di comprendere se il trasferimento di grasso autologo possa potenzialmente compromettere la sicurezza oncologica nei pazienti con carcinoma mammario, prima che un falso senso di sicurezza promuova un'ampia adozione della tecnica nella pratica clinica» concludono gli autori. In un editoriale di accompagnamento Kimberly Khouri, della New York University School of Medicine, Roger Khouri Jr, del Miami Breast Center, e Roger Khouri, della Florida International University, si dicono convinti del fatto che il trapianto autologo di grasso dovrebbe essere menzionato come un metodo valido per la ricostruzione post-mastectomia in aggiunta alle opzioni più comuni. «Le pazienti con cancro al seno hanno una terza opzione ricostruttiva e i chirurghi plastici dovrebbero presentare vantaggi e svantaggi di ciascun metodo, in modo che le donne possano scegliere l'opzione che meglio si adatta a loro» scrivono gli editorialisti.

JAMA Surgery 2018. doi: 10.1001/jamasurg.2018.3744
https://jamanetwork.com/journals/jamasurgery/fullarticle/2706185

JAMA Surgery 2018. doi: 10.1001/jamasurg.2018.3757 https://jamanetwork.com/journals/jamasurgery/fullarticle/2706181

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